Roma, la nipotina di 3 anni piange, lui la getta nei rifiuti: «Volevo punire un capriccio»

Giovedì 13 Luglio 2017 di Adelaide Pierucci
Voleva punirla per un capriccio e così ha depositato la nipotina di tre anni in un cassonetto, poi, a passi svelti, si è allontanato, come se avesse buttato un sacco dell'immondizia. Un commerciante cinese, innervosito dal pianto della bambina, martedì notte ha tentato di disfarsi della piccola, dopo aver fatto spazio tra i rifiuti di un raccoglitore Ama posizionato in via di Porta Cavalleggeri. «Zitta, e resta qui. Non fiatare», le ha detto richiudendo il coperchio. Fortunatamente, all'orribile punizione, che poteva provocare la morte per soffocamento della bambina o farla finire nel compattatore di un camion dei rifiuti, ha messo fine un passante, che ha urlato contro l'uomo e ha avvertito il 112. Il nonno cinese, così, è stato fermato e portato nella caserma dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia di San Pietro. Il pm Elena Neri e il procuratore aggiunto Maria Monteleone, coordinatrice del pool antiviolenza, ne hanno disposto subito l'arresto per abbandono di minore, e riaffidato la piccola ai genitori.

LA PUNIZIONE
Il castigo è scattato, all'apparenza, all'improvviso, poco dopo le ventidue di martedì. L'uomo, cinquantacinque anni, proprietario di un negozio di chincaglierie in centro, stava passeggiando con la bambina mano nella mano. La piccola piangeva e lui la rimproverava. Alla fine, spazientito, l'ha trascinata verso un cassonetto. Ha aperto il coperchio ha schiacciato per bene diverse buste colme di rifiuti per liberare spazio e poi ha calato la bambina dentro. Una scena notata da un passante, un abitante del quartiere che, non appena ha visto il cittadino cinese rimuovere dei pezzi di polistirolo che impedivano la chiusura perfetta del coperchio, gli ha urlato: «Smettila, sei impazzito, che stai facendo? Libera la bambina». E' allora che il nonno rancoroso ha ripreso la nipotina ed è scappato via tenendola in braccio. La fuga lungo via Porta Cavalleggeri, però, non è durata molto. Lo stesso passante, dopo aver messo in salvo la bambina, ha rallentato la corsa del responsabile di quel gesto assurdo. Gli è corso dietro per strappargli la piccola dalle braccia, temendo che potesse farle ancora del male. Quando sono arrivati i carabinieri la bambina era ancora sotto choc. L'hanno abbracciata e rassicurata.

IN CARCERE
«Non ne potevo più del suo pianto senza motivo - ha provato a giustificarsi il nonno coi carabinieri - volevo metterle paura e darle una lezione». Dopo la notte in caserma, l'indagato è stato trasferito al carcere di Regina Coeli, in attesa dell'interrogatorio di garanzia. Gli inquirenti ora dovranno accertare se la piccola sia stata sottoposta dal nonno ad altre punizioni simili. Ed anche il motivo per cui a quell'ora la portava a passeggio trascinandola.
  Ultimo aggiornamento: 08:04
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