Più multe per assumere i nuovi vigili: 200mila verbali extra per pagare 500 ingressi

Mercoledì 5 Dicembre 2018 di Lorenzo De Cicco
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La «quota 100» a cui lavora il governo pentaleghista impensierisce il Campidoglio di Virginia Raggi. Tanto che il Comune, pochi giorni fa, ha scritto agli uffici del ministro della Funzione pubblica, Giulia Bongiorno, per strappare il via libera all'assunzione di 500 agenti in più, tutti con contratto a tempo determinato e arruolabili già da gennaio, chiedendo in sostanza di scavallare i paletti angusti del turnover. Tocca «limitare gli effetti della prevedibile contrazione di organico che deriverà dall'entrata in vigore della cosiddetta quota cento - si legge nella missiva spedita al governo - prevista dalla riforma delle pensioni in itinere». I conti che circolano tra i sindacati dicono che quasi 400 agenti romani potrebbero sfruttare le nuove regole per uscire dal lavoro anzitempo, sempre che la legge voluta da Salvini e Di Maio arrivi a dama. Del resto l'età media, nel Corpo dei pizzardoni, scavalla ampiamente i 54 anni.
Per «superare la contingenza» della riforma, scrive allora il direttore del Personale di Roma Capitale, Angelo Ottavianelli, il Campidoglio deve correre ai ripari. Altrimenti si ritroverebbe con un organico striminzito e già oggi la coperta è corta, considerando che mancano all'appello quasi 2mila caschi bianchi, se si fa un raffronto tra i 5.600 effettivi del Corpo e la «dotazione teorica», cioè il fabbisogno calcolato in base a criteri standard.
 

IL CAVILLO
C'è un problema: la legge consente agli enti locali di assumere dipendenti precari entro un certo limite. E il Campidoglio lo ha già superato, come avviene ogni anno, solo per garantire le supplenti nelle scuole materne. Ecco allora l'idea, che in molti a Palazzo Senatorio attribuiscono al delegato alle Risorse Umane, Antonio De Santis: i nuovi caschi bianchi verrebbero pagati non attingendo al normale bilancio comunale, ma dalle multe in più staccate dai colleghi nei prossimi mesi.

Più multe, più vigili, è l'equazione. Verrà in sostanza «utilizzata una quota dei proventi della riscossione delle sanzioni amministrative per assumere agenti con contratto a tempo», si legge nella lettera arrivata al Ministero. I nuovi stipendi costerebbero all'incirca 12 milioni di euro. Del resto l'articolo 208 del Codice della strada permette di destinare quanto riscosso con le sanzioni «ad assunzioni stagionali» per il «potenziamento dei servizi di controllo finalizzati alla sicurezza urbana e stradale». Resta da capire se si possa fare aggirando il limite massimo di dipendenti precari. Le sezioni regionali della Corte dei Conti, in tutta Italia, hanno dato pareri discordanti. Ecco perché è stata chiamata in causa la Bongiorno, per avere l'avallo del governo all'operazione.

L'OBIETTIVO
Quanto alle multe, la crescita massiccia è già stata programmata nei dettagli. Nel corso del 2019 la Municipale dovrà staccare 200mila sanzioni in più, bersagliando la sosta selvaggia, gli eccessi di velocità e le auto che sfrecciano sulle preferenziali. La giunta Raggi ha messo tutto nero su bianco in una delibera collegata al bilancio di previsione. Tra nuove contravvenzioni e recupero degli arretrati - storicamente uno dei punti deboli di Palazzo Senatorio - si punta a un incasso di 302 milioni di euro, contro i 268 che erano stati messi a bilancio nel 2018. Solo dai verbali che saranno staccati nel 2019, il Campidoglio punta a incassare 239 milioni, contro i 221 del bilancio di quest'anno. Significa passare dai 2,6 milioni di multe del 2018 a oltre 2,8 milioni per l'anno prossimo (l'incremento è dell'8 per cento). E guarda caso coprirebbe giusto giusto lo stipendio dei nuovi 500 agenti.

 

Ultimo aggiornamento: 17:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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