Roma, muore dopo la gastroscopia: tre medici indagati

Giovedì 26 Ottobre 2017 di Michela Allegri
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È andato in ospedale per effettuare un esame di controllo: una gastroscopia. Un accertamento di routine, perché Aldo, un ottantenne romano, aveva problemi allo stomaco. Una volta tornato a casa, ha iniziato a stare male e si è accasciato in terra. Portato d'urgenza al policlinico di Tor Vergata è morto nel giro di 24 ore. È successo cinque giorni fa. Ora sul caso indaga la procura di Roma. Il pubblico ministero Maria Gabriella Fazi ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e ha iscritto sul registro degli indagati il medico che ha effettuato l'esame, uno strumentista e un infermiere. Ieri la procura ha disposto l'autopsia e ha sequestrato le cartelle cliniche della vittima. I fatti risalgono a sabato scorso.
È il 20 ottobre quando Aldo si reca al policlinico Casilino per effettuare la gastroscopia. L'intervento ambulatoriale, che non prevede ricovero, si svolge presso l'Unità operativa Endoscopica del nosocomio. L'esame si svolge senza complicanze. La diagnosi è di una «neoformazione nell'antro gastrico»: dovrà effettuare altri accertamenti.

LE DIMISSIONI
L'anziano viene poi dimesso e torna a casa. In serata, però, si sente male. Ha dolori lancinanti allo stomaco, e fitte talmente acute da non riuscire a reggersi i piedi. Perde i sensi e cade a terra. Sono i familiari a soccorrerlo e a chiamare i paramedici del 118. La corsa in ambulanza termina al policlinico di Tor Vergata. Aldo viene ricoverato, i dottori tentano di salvargli la vita. Ma è tutto inutile: l'anziano muore nel giro di poche ore.

LA DENUNCIA
I familiari di Aldo, assistiti dall'avvocato Carlo Taormina, decidono di sporgere denuncia. Vogliono capire cosa sia successo e se qualcuno abbia responsabilità nella morte del parente. Soprattutto, vogliono chi sia fatta chiarezza sulle dinamiche della gastroscopia. «È fortemente ipotizzabile la colpa professionale a carico dei medici che hanno effettuato l'intervento gastrologico», scrivono nell'atto depositato agli inquirenti, in cui vengono indicati anche i nomi e i cognomi dei tre sanitari che hanno seguito il paziente. In procura, quindi, scatta un'inchiesta. I tre camici bianchi vengono iscritti sul registro degli indagati. Un atto che consentirà loro di partecipare agli accertamenti irripetibili disposti dai magistrati.

L'AUTOPSIA
Ieri, la pm Fazi ha incaricato il medico legale Luigi Cipolloni di procedere con l'autopsia e ha disposto il sequestro di tutta la documentazione sanitaria dell'anziano. L'accertamento verrà effettuato domani e i risultati saranno disponibili in sessanta giorni. Dai primi rilievi, effettuati al policlinico di Tor Vergata, non sarebbero emersi collegamenti certi tra l'accertamento gastrologico e la morte di Aldo. Ma le risposte arriveranno solo dopo l'autopsia, anche perché a insospettire chi indaga è la tempistica del decesso, avvenuto subito dopo l'esame endoscopico.

 

Ultimo aggiornamento: 17:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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