Roma, monsignore condannato per aver molestato ragazzo di 18 anni

Venerdì 16 Febbraio 2018 di Adelaide Pierucci
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Un diciottenne lo ha accusato di un palpeggiamento. E quando gli inquirenti hanno disposto l'esame del suo pc hanno trovato ottanta foto a sfondo pornografico, con minorenni in primo piano. Ha scelto la vita del patteggiamento, con una condanna a un anno e due mesi di carcere, pena sospesa, ieri, monsignor Pietro Amenta, esperto di diritto ecclesiastico, giudice del Tribunale apostolico della Sacra Rota.

LA VICENDA
A spedirlo davanti era a un giudice era stato un incontro dei primi di marzo, in piazza San Giovanni Di Dio. È sera, verso le nove. Un diciottenne romeno, all'improvviso, urla contro l'uomo, che scoprirà essere un sacerdote: «Ma che fai?», dice, accusandolo di essere stato palpeggiato. Per il prete lo strusciamento sarebbe stato casuale, via di banchi del mercato rionale di Trastevere sistemati stretti stretti. Per il ragazzo è un abuso a sfondo sessuale. Il prete cerca di allontanarsi, si scusa, ma il ragazzo lo rincorre. Un agente della municipale fuori servizio blocca i due uomini che si inseguono, spalleggiandosi, mentre sopraggiunge anche un'auto dei carabinieri. La presunta vittima è agitata. «Mi sono ritrovato le mani addosso due volte. Anche quando ho urlato, questo signore ha continuato ancora». Il sacerdote minimizza. «Ci siamo strusciati perché in quel punto i banchi sono assai vicini. Nessuna intenzione di molestare. Ero venuto qua perché mi era stato detto che c'era il cartello per una casa in vendita. Mi scuso, niente di voluto.

Anch'io ho subito lo stesso strusciamento». I due vengono accompagnati in caserma. Il diciottenne romeno non ha nemmeno un'ombra sul casellario, Nessun pregiudizio, annotano i militari. A carico del religioso, invece, saltano fuori alcune segnalazioni, che vengono subito girate al pm Pantaleo Polifemo, il sostituto del gruppo anti violenza della procura. Nel maggio del 91 Amenta si era ritrovato una denuncia per atti osceni, nel maggio del 2004 un'altra per molestie telefoniche a sfondo sessuale, nel 2013 era stato lui a rivolgersi alla procura per avere subìto a Roma la rapina da parte di due trans. Quella sera se la cava con un'altra denuncia. Ma dopo una perquisizione vengono trovate le immagini nel pc del religioso, lui nega di averle scaricate, la vicenda si chiude con un patteggiamento. Intanto il diciottenne, assistito dall'avvocato Alessandro Olivieri, è parte offesa nel procedimento.

  Ultimo aggiornamento: 17:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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