ROMA

Roma, la metro ostaggio delle baby nomadi che scippano i passeggeri

Martedì 4 Luglio 2017 di Davide Desario
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Sono l’unica cosa puntuale della metropolitana di Roma. Sono le baby rom borseggiatrici. Piaga della Capitale da anni e anni. E nessuno, ma proprio nessuno, è stato capace di debellarla. Sono lì, tutti i giorni, sulla linea B e, soprattutto, nelle stazioni più centrali e affollate di turisti della linea A. Le preferite sono Termini, Repubblica, Barberini e Spagna. Ma anche Colosseo, San Giovanni e San Pietro. Conoscono orari, inefficienze e criticità della metro meglio di qualsiasi amministratore delegato dell’Atac. Lavorano in squadra, si coprono, si aiutano, accerchiano le vittime, minacciano chi si intromette.

E il video che trovate in questo articolo (realizzato dall'agenzia Toiati) lo documenta a perfezione. E’ infatti bastato trascorrere qualche ora nella metropolitana per assistere e immortalare lo “scippo matematico”, la violenza all’ordine del giorno e l’impotenza di forze dell’ordine, militari e vigilantes che, complice una legislazione tutt’altro che impeccabile, possono poco o niente.
 


LA RETATA QUOTIDIANA
L’ultimo blitz risale al primo weekend di luglio. I carabinieri del comando provinciale di Roma hanno arrestato numerosi scippatori. Alla stazione metro Laurentina è stata bloccata una 25enne, nomade, con precedenti, che aveva rubato il portafoglio a un 60enne.

Presso la fermata metro Spagna, i carabinieri della stazione via Vittorio Veneto hanno arrestato un senza fissa dimora, 31enne, che aveva appena derubato una turista ungherese, di 49 anni. Gli stessi carabinieri hanno poi bloccato un 30enne albanese, senza occupazione e con precedenti, che aveva derubato una donna all’interno della fermata metro Repubblica. Infine, i carabinieri della stazione Quirinale hanno fermato quattro nomadi di 38, 35, 31 e 15 anni, tutte con precedenti e domiciliate presso il campo nomadi di via Pontina, mentre con la solita tecnica dell’accerchiamento, stavano tentando di sfilare il portafogli a una turista alla stazione Termini.

Ma a fare il bello e cattivo tempo sono soprattutto le baby nomadi: ragazzine che non arrivano a 14 anni, veloci, spavalde, furbe. Che sfilano portafogli e cellulari a ripetizione e scappano in un batter d’occhio. E anche quando vengono fermate dalle forze dell’ordine sanno di godere di una sorta di impunità: vengono portate in strutture di accoglienza e case famiglia dalle quali scappano poche ore dopo (solitamente dopo la cena). E basta guardare il video del Messaggero per rendersene conto. Una situazione scandalosa riportata con dovizia di particolari quasi tutti i giorni sui siti dei pendolari, dei comitati di quartiere, raccontata spesso sulle pagine del Messaggero ma anche da siti di denuncia come Romafaschifo.

A SCUOLA DI SCIPPI
Un tirocinio in piena regola. È ciò che i carabinieri della Stazione Roma Quirinale hanno scoperto e interrotto qualche tempo fa in un vagone della metropolitana della linea «B». A finire in manette con l’accusa di concorso in tentato furto aggravato sono stati 7 nomadi di origini bosniache, tutti con precedenti e provenienti dall’insediamento di Castel Romano.

I militari, nel corso di un’operazione antiborseggio hanno infatti notato il gruppo - composto da due ragazzine 14enni, un ragazzino di 16 anni, una 17enne, due ragazze 24enni e una 29enne - mentre si stava aggirando a bordo di uno dei vagoni della metro a caccia di vittime “da alleggerire”.

La più grande, in particolare, sembrava impartire delle precise direttive ai più giovani. Dopo averli seguiti nei loro frequenti sali scendi nelle varie stazioni, i carabinieri li hanno sorpresi alla fermata Piramide mentre avevano accerchiato un turista asiatico. I borseggiatori hanno tentato di sfilare il portafogli alla vittima, ma a quel punto è scattato l’intervento dei militari in abiti civili. In attesa del rito direttissimo, le tre borseggiatrici maggiorenni sono state poste agli arresti domiciliari mentre i quattr minorenni sono stati accompagnati nel Centro di Prima Accoglienza di via Virginia Agnelli.

IL COMUNE PROPONE IL DASPO
Daspo ai rom. La stretta «legalitaria» annunciata dal Campidoglio in tandem con il blog di Beppe Grillo passa anche dalle bande che saccheggiano romani e turisti sulla metropolitana. Il Comune ha intenzione di usare le maniere forti equiparando i predatori della metro agli ultras. Nel recente decreto del ministro degli Interni, Marco Minniti, il daspo è stato esteso al più vasto ambito della «sicurezza e del decoro urbano». In questo modo Comune e Questura possono colpire e allontanare le bande di rom. «E in parallelo rafforzeremo i controlli all’ingresso», spiegano dal Campidoglio, che insieme all’Atac porta avanti ancora il progetto dei tornelli in uscita. L’allontanamento potrà essere dalla metropolitana fino al Comune di Roma.

L’ennesima puntata di annunci però rischia di sortire né più né meno l’effetto delle «gride manzoniane». Quando vengono bloccate le bande dei rom si scopre infatti che i ragazzi e le ragazze hanno una ridda di nomi diversi pronti a usare alla bisogna. I famosi alias. Quindi l’eventuale identificazione con foglio di allontanamento dalle metropolitane risulta complesso.

Eppure una soluzione ci deve essere per contrastare queste baby rapinatrici visto che nelle altre grandi capitali il fenomeno non esiste. Atac e Questura magari chiedano ai colleghi stranieri come fare.

Per segnalazioni e denunce: davide.desario@ilmessaggero.it

Ultimo aggiornamento: 5 Luglio, 14:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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