Roma, «Vuoi qualcosa da bere?», poi lo prendono a calci e pugni per rapinarlo

Martedì 23 Gennaio 2018
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L'Esquilino
Gli avevano offerto da bere, in giro per il rione Esquilino di Roma, prima di picchiarlo e rapinarlo. E’ stato grazie alla telefonata fatta al Nue da una ragazza che, affacciata alla finestra di casa, ha assistito ad un’aggressione, se la vittima è stata prontamente soccorsa dalla polizia.

Quando infatti la giovane ha capito cosa stava accadendo, ha chiesto aiuto al 112 che ha subito inviato sul posto una pattuglia del commissariato Esquilino, diretto da Giuseppe Moschitta. La vittima, un pachistano di 38 anni, ha raccontato di essere stata avvicinata da quattro persone, che prima gli hanno offerto da bere e poi, con la scusa di dover fare una telefonata, gli hanno chiesto in prestito il cellulare. Al suo rifiuto, il gruppo gli si è scagliato contro facendolo cadere a terra e, dopo averlo preso a calci e pugni, gli hanno rubato  telefono.

Raccolte le descrizioni degli aggressori e le loro direzioni di fuga, gli agenti di Esquilino si sono messi subito sulle loro tracce, riuscendo a catturare un cittadino del Bangladesh di 35 anni, sottoposto a fermo per rapina e lesioni personali in concorso e portato presso il carcere di Regina Coeli. 

Le indagini non si sono però fermate, condotte dagli investigatori del commissariato Viminale, diretti da Giovanna Petrocca, che hanno passato al setaccio le zone dove potevano nascondersi gli aggressori fin quando, transitando in viale Manzoni, hanno notato un uomo perfettamente corrispondente alle descrizioni.

Fermato e condotto in ufficio, il 33 enne, cittadino indiano, è stato riconosciuto inequivocabilmente dalla vittima come facente parte del gruppo. Intanto proseguono le indagini volte ad individuare gli altri responsabili. La vittima è stata giudicata guaribile in 30 giorni. Ultimo aggiornamento: 12:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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