Roma, coppia gay accerchiata dal branco e colpita con calci e pugni a Trastevere

Domenica 22 Aprile 2018
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Una coppia di giovani gay è stata vittima di un'aggressione venerdì sera a Trestevere. Avevano appena passato una bella serata con un gruppo di amici in un locale, quando i due sono andati a riprendere l'auto sono stati inseguiti e aggrediti da un gruppo di dieci ragazzi. Già prima erano stati insultati ma i due non avevano reagito, poi il branco li ha attesi di nuovo e quando li ha visti vicino all'auto è scattata l'aggressione. La coppia gay è stata accerchiata e colpita con calci e pugni. Marco e il compagno sono, fortunatamente, riusciti a divincolarsi e a scappare dal branco omofobo. I due hanno poi chiamato il 113 e lunedì sporgeranno denuncia. Sono dovuti ricorre alle cure del pronto soccorso dove i medici hanno riscontato diverse escoriazioni e un orecchio perforato.

«Quello che mi ha fatto più male - racconta Marco - è stato lo schiaffo che ho preso da parte di una societa in cui vivo. Leggo tantissimo di omofobia, ma qui non si tratta di omofobia ma di semplice educazione civica, una delle prime cose che mi è stata chiesta è il motivo dell'aggressione, se fossimo stati in atteggiamenti tipo “mano nella mano”». Quasi a dire che poteva essere una spiegazione per il brutale gesto. La coppia dichiara anche che in ospedale ha dovuto sopportare «commenti e batture fuori luogo da parte di infermieri».

La rabbia di Imma Battaglia. «Che tristezza, una città "capitale del degrado urbano", del razzismo e dell'omofobia, specchio di un paese alla deriva, senza regole, incapace di trovare accordi per il bene comune; questo è il risultato del crollo dei valori, degli ideali, di un populismo imperante dove si è convinti che, pur di governare si possa fare accordi con tutti; politici giovani e rampanti gonfi di presunzione e arroganza ma vuoti di ideologie; sì perché c'è una differenza tra destra e sinistra, fa populismo e socialismo, fra qualunquismo e bene comune; abbiamo lottato tanti anni perché non ci fosse più discriminazione, perché nessuno più potesse temere di amare liberamente il proprio compagno o la propria compagna e invece ci troviamo di nuovo a leccarci le ferite dell'omofobia, del bullismo; e come al solito il vile si muove in branco incapace di affrontare a testa alta i mostri interiori che lo affliggono, le proprie insicurezze, le fragilità aggredendo persone innocenti la cui unica colpa è la propria libertà di amare! haters reali, odiatori seriali, nichilisti, figli del vuoto nutriti dalla politica del nulla; a voi branco di omofobi, dico: noi non vi temiamo, non ci fate paura; noi non ci nascondiamo più e oggi più che mai è tempo di GAY PRIDE! E dico alla Sindaca Virginia Raggi​, prendi esempio dalla tua collega Chiara Appendino​ e batti un colpo contro l'omofobia, partecipa al #gapride a #Roma, condanna questo gesto e convoca subito associazione per un piano di azione contro l'omofobia!». Ultimo aggiornamento: 13:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA