ROMA

Roma, rubavano in Tribunale e rivendevano merce a cinesi: incastrati impiegati della derattizzazione

Martedì 28 Agosto 2018 di Michela Allegri

Erano stati ingaggiati per effettuare interventi di derattizzazione negli uffici della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio. Invece, nel corso di due anni, hanno messo a segno decine di furti all'interno dei magazzini del Tribunale. Hanno rubato stampanti, computer, risme di carta. E hanno arrotondato lo stipendio rivendendo tutta la merce. Ora, si ritrovano sotto inchiesta per furto, mentre i loro acquirenti sono stati indagati dal pubblico ministero Stefano Piazza per ricettazione. Si tratta di un commerciante italiano - gestore di un negozio sul Lungotevere - e tre cinesi. A mettere a segno i colpi, padre e figlio, dipendenti della ditta, incaricata anche curare la disinfestazione del Tribunale, che effettuava servizi di facchinaggio e trasportava il materiale all'interno del deposito. Dalle indagini della polizia, è emerso che i due avrebbero fatto una copia della chiave del magazzino, situato nel piano interrato della cittadella giudiziaria. Poi, pensando di non venire scoperti, avrebbero sottratto decine di articoli. Il bottino, nel complesso, sarebbe di 36 computer, più di 120 monitor, alcune stampanti, un televisore e decine di risme di carta per macchine fotocopiatrici.

LE DENUNCE
Agli atti dell'inchiesta ci sono tre denunce. La prima è del 2016. Quando dagli uffici della procura hanno deciso di sostituire alcuni pc, il custode del magazzino si è accorto che, rispetto all'inventario fatto pochi giorni prima, mancavano all'appello 36 pc e 33 monitor, che facevano parte del lotto di 520 computer e altrettanti monitor consegnati al Tribunale di Roma tra il marzo e l'aprile del 2016. La seconda segnalazione è del dicembre del 2017: altri 87 monitor erano spariti dallo stesso magazzino. Nel marzo di quest'anno arriva l'ultima denuncia. Dalle indagini è emerso che anche dal deposito in cui erano conservati gli articoli di cancelleria mancavano decine di risme di carta.

LE TELECAMERE
A incastrare i due presunti ladri, le riprese delle telecamere di videosorveglianza installate all'ingresso del Tribunale. L'abitazione dei sospettati è stata perquisita dalla Polizia, che non ha trovato il materiale sottratto. Ma uno dei due avrebbe fatto dichiarazioni spontanee, ammettendo di avere commesso veri furti dopo avere fatto la copia delle chiavi del magazzino. Avrebbe anche raccontato di avere portato la merce - tra il 2016 e il 2017 - in un negozio sul Lungotevere e presso alcuni rivenditori cinesi, che sono finiti sotto inchiesta per ricettazione. Agli atti del fascicolo, anche le dichiarazioni di alcuni dipendenti della cittadella giudiziaria, che hanno raccontato di avere visto i due presunti ladri arrivare a bordo del furgone ed entrare negli uffici per effettuare gli interventi di derattizzazione, anche quando non c'era nessuna disinfestazione in programma.

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