Roma, auto in fiamme a piazza della Consolazione: caccia alla banda di piromani

Roma, auto in fiamme a piazza della Consolazione: caccia alla banda di piromani
di Ilario Filippone
3 Minuti di Lettura
Venerdì 20 Novembre 2015, 23:50 - Ultimo aggiornamento: 1 Novembre, 09:49


In piazza della Consolazione, la forte pioggia d'inizio settimana ha cancellato l'ultima macchia del rogo appiccato la notte a cavallo tra 19 e il 20 ottobre. Le fiamme hanno inghiottito una Mini posteggiata a una manciata di metri dalla sede della polizia municipale. «Credo abbiano usato la diavolina, l'incendio si è propagato in fretta, riducendo in cenere altre due vetture, tra cui una Fiat 500 rossa», dice il tabaccaio. Nell'ultimo mese, sono otto le auto bruciate sotto il Campidoglio, ma il copione sarebbe stato sempre lo stesso. Per ben tre volte, gli incendiari si sono mossi indisturbati.
LE INDAGINI
Lo scorso 2 ottobre, quando è scattato il primo raid, le telecamere installate nei paraggi hanno inquadrato due ragazzi con il volto coperto a bordo di una macchina scura. Dopo avere appiccato il rogo, sono fuggiti. La polizia e i carabinieri indagano per risalire ai responsabili. Chi brucia piazza della Consolazione di notte, secondo gli inquirenti, lo fa da un mese a questa parte, non da qualche giorno. Si tratta di fuochi accesi in una zona coperta dalle telecamere. I pompieri stanno dando una grossa mano agli investigatori per ricostruire gli allarmi. A settembre nessun intervento, si comincia a inizio ottobre: tre vetture distrutte, una Mini, una Bmw e una Jaguar. La Mini era di una straniera.

L'ALLARME
Due settimane fa, le fiamme hanno divorato una C3 e un furgoncino. Ora dei raid: tra le quattro e le cinque, prima dell'alba. Da indiscrezioni trapelate salterebbe fuori che i piromani siano di Roma. Di certo, una delle ipotesi al vaglio porta dritto a una banda di vandali composta da ragazzi. L'obiettivo è sempre lo stesso, distruggere macchine o motorini parcheggiati sotto il Campidoglio, a un tiro di schioppo dalla sede della polizia municipale. Nel novero delle vetture bruciate, anche la Fiat 500 di un avvocato molto noto in zona. Figura tra le tre auto incendiate la notte del 20 ottobre. Cresce l´allarme fra le persone, alcune lasciano le macchine altrove. E fra i residenti monta la rabbia: «Spero che riescano a prenderli presto», dice la signora Lina. E' la cassiera di un negozio di generi alimentari. Ieri, non era la sola lamentarsi: «In piazza della Consolazione - sbotta Fabio - si sono verificati diversi incendi, molte macchine sono state ridotte in cenere. Siamo stanchi, questa zona è oramai cinta d'assedio da delinquenti di strada».

LA DINAMICA
Dai primi accertamenti sembra che gli incendiari utilizzino la diavolina solida, che viene sistemata in genere all´altezza della ruota più vicina al serbatoio della benzina. In qualche caso sarebbe stata impiegata anche diavolina liquida, ma questa circostanza non è stata ancora accertata dai pompieri. I poliziotti e i carabinieri stanno effettuando diversi controlli, sono stati ascoltati alcuni testimoni, persone che hanno dato l'allarme e che possono ricordare qualche particolare utile a dare un volto e un nome agli autori dei roghi. Per smascherare i responsabili, si rovista anche nell'elenco dei piromani già finiti nei guai. La Mini incendiata era di una straniera, si sarebbe trattato di un atto di vandalismo. Quella notte, sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco. Qualcuno tra i residenti è sceso in pigiama. Sul posto sono arrivati anche gli agenti della polizia di Stato e i militari dell'Arma. Una parte del materiale rinvenuto è stato sequestrato, diversi dettagli sono stati trovati accanto alla vettura. Gli investigatori ritengono che dietro l'escalation ci sia sempre la stessa banda.