Roma, sos entrate in Comune: ispettori nei Municipi

Roma, sos entrate in Comune: ispettori nei Municipi
2 Minuti di Lettura
Lunedì 19 Novembre 2018, 08:04

Arriva la versione capitolina dello sceriffo di Nottingham. Solo che invece della Contea e della foresta di Sheerwood la scena sarà ambienta a Garbatella o alla Romanina. Il personaggio odioso della leggenda di Robin Hood assomiglia molto agli ispettori della spa capitolina Aequa Roma che l'assessore Gianni Lemmetti ha deciso di inviare in tutti i municipi per riscuotere i tributi che si perdono per strada. Bisogna capire chi e quanto non paga.

Roma, sos entrate in Comune: dalle mense alla Ztl mancano 15 milioni

OCCUPAZIONE SUOLO
Nel bilancio infatti ci sono voci e fondi che si fa sempre un po' fatica a rimpinguare. C'è un fenomeno che preoccupa più di tutti: l'abusivismo sull'occupazione del suolo pubblico, il tavolino selvaggio insomma, ma non solo. Gli ispettori dovranno passare al vaglio posizioni tributarie e patrimoniali, verificare le autorizzazioni e gli importi Cosap (Canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche) e Cip (Canone per le affissioni) di competenza dei municipi. Inoltre, come da contratto di servizio approvato a fine luglio, su richiesta degli stessi Municipi potranno effettuare controlli su altri tributi.

E questo perché nonostante esistano già diversi servizi informatici che tracciano le tasse, si sente la necessità impellente «di ottimizzare i processi» su ogni euro riscosso ma soprattutto quelli non riscossi, ovvero quelli alla voce Non pervenuti. Questo perché sono emerse criticità nel sistema di riscossione. In pratica, ognuno fa per conto proprio. Una situazione a macchia di leopardo che ha indotto l'assessore al bilancio Gianni Lemmetti ad avvalersi degli inviati speciali di Aequa e ad avviare un'analisi e una programmazione puntuale degli interventi operativi. Tradotto dal burocratese: «Operazione Staniamoli!». L'impiego degli ispettori infatti è volto a «al contrasto all'evasione ed elusione degli obblighi di pagamento a carico di cittadini e imprese». Perciò Lemmetti ha iniziato a mettere nero su bianco la necessità di «armonizzare, standardizzare e definire i percorsi di evoluzione delle diverse entrate municipali verso un obiettivo di riduzione dei tempi di controllo e recupero».
Nelle linee guida emanate dal delegato ai conti si estendono le competenze di controllo e riscossione di Aequa Roma a tutti i municipi in tutte le fasi: «dall'accertamento, alla riscossione». Se da un lato si punta al decentramento di decisioni e spesa, sulle entrate il Campidoglio si riserva il posto di comando. E infatti Lemmetti, che a Livorno è associato a Serpichino il software con cui ha scoperto 30 milioni da riscuotere, sta accentrando tutto. Già a marzo la giunta capitolina aveva dato mandato di «accentrare e internalizzare progressivamente in unica struttura operativa, individuata nella società in-house Æqua Roma S.p.A., le attività di supporto afferenti le entrate di qualunque natura e i servizi ai cittadini ad esse connesse, ivi comprese le attività di riscossione coattiva».
Ste. P.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA