Roma, stop ai fracassoni: pronte le multe. Ecco la mappa delle piazze proibite

Domenica 16 Dicembre 2018 di Fabio Rossi
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Stop ai menestrelli fracassoni. Niente più concerti spacca-timpani ovunque capiti, basta con i decibel molesti nelle strade e nelle piazze più frequentate del centro storico. Da Trastevere al rione Monti, da Trevi al Pantheon, in alcune aree all'interno delle Mure Aureliane sarà vietato il baccano di strumenti o altoparlanti. La seconda sezione del Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla Fnas (federazione nazionale delle arti in strada) contro la delibera del I Municipio che individuava «spazi non ideonei» alla musica on the road. Il consiglio municipale lo scorso primo agosto aveva approvato all'unanimità una delibera - primi firmatari i capigruppo di Pd, Sara Lilli, e Radicali, Nathalie Naim, e il vicepresidente dell'assemblea Matteo Costantini - che indicava le aree da tenere sotto controllo per evitare concertini non autorizzati.

I DIVIETI
Ecco l'elenco delle zone off-limits: piazza di Santa Maria in Trastevere, piazza di Sant'Egidio, piazza della Rotonda, via dei Pastini, via delle Muratte, via del Corso - nei tratti compreso tra largo dei Lombardi e largo San Carlo al Corso e tra via di Gesù e Maria e via di San Giacomo - e via della Pace. Ma anche nell'area di piazza Madonna dei Monti, compresi i tratti di via degli Zingari e via dell'Angeletto che fanno parte della stessa isola pedonale. Aree scelte, queste, a seguito di rapporti dei vigili urbani e di esposti dei cittadini.
La Federazione degli artisti di strada si era rivolta al Tar per chiedere l'annullamento della delibera. Ma i giudici amministrativi hanno respinto il ricorso. A schierarsi con il Comune, anche le associazioni dei residenti del Centro storico. «Mi fa piacere che i giudici abbiano capito la gravità del problema - commenta Naim - in base agli attuali regolamenti, chiunque e con qualunque strumento può esibirsi sotto le finestre rendendo la vita dei residenti impossibile. Abbiamo inibito sono le esibizioni che sono fonte di rumore». Il problema adesso saranno i controlli. «Sequestrare gli strumenti non è possibile e chissà quanti proveranno a rendersi irreperibili per non pagare le multe».

IL REGOLAMENTO
Il provvedimento del consiglio municipale si rifà al regolamento comunale per l'arte di strada, che all'articolo 3 prevede che «i singoli Municipi possono individuare spazi ritenuti non idonei» per questo tipo di attività. Fermo restando che, sempre secondo le norme dettate dal Campidoglio, sono proibite le esibizioni «a ridosso di luoghi di culto» e «di beni artistici e culturali». La Fnsa aveva chiesto l'annullamento della delibera sostenendo che di fatto rendeva impossibile «l'esercizio dell'arte di strada all'interno del centro storico», una violazione della Costituzione. Ma i giudici del Tar - nella sentenza - hanno evidenziato che «le limitazioni si riferiscono solo alle esibizioni con emissioni sonore, mentre nei medesimi luoghi sono ammesse quelle non rumorose». Nonostante i divieti introdotti dal I Municipio, aggiungono i magistrati, nel centro storico rimangono altri spazi dove gli artisti di strada possono continuare a esibirsi. L'amministrazione, concludono, ha solo individuato alcune zone da proibire in base agli esposti e alle lamentele da parte dei cittadini, «senza tuttavia impedire del tutto l'espressione dell'arte di strada nel suo territorio».

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