Alloggi comunali, i nuovi abusivi: case ai custodi in ville, scuole e parchi

Domenica 22 Aprile 2018 di Simone Canettieri

Sono le case dei custodi. Piccoli, grandi immobili nelle adiacenze di scuole, parchi, musei e ville storiche: novecento in tutta Roma. Nascono come sentinelle di prossimità in un'altra Italia, facendo leva su una figura professionale - quella dei custodi appunto - sempre di più in via di estinzione. Il problema è proprio questo: un terzo di queste case non si sa da chi siano abitate. E se realmente paghino i 102 (centodue) euro al mese stabiliti dal Comune. In molti casi, infatti, il custode è deceduto e quindi l'appartamento è stato ereditato dai figli. Il Campidoglio, alle prese con l'ennesimo caso di una nuova affittopoli figlia di un patrimonio così vasto da fuggire ai radar, si muove in ordine sparso.

GLI INTERVENTI
Giovanni Boccuzzi, presidente del V municipio, la settimana scorsa ha sgomberato l'anziano locatario perché ha scoperto che aveva un'altra casa ad Ardea, in provincia di Roma.

Farebbe fede una delibera del 2012 della giunta Alemanno che dà 3 anni di tempo ai custodi per lasciare questi appartamenti, per gli abusivi invece non ci dovrebbero essere nemmeno discussioni: fuori subito. Come sempre però, in mancanza di regole chiare e soprattutto di un censimento, nascono subito le proteste e i distinguo.

LA DIFESA
Giuseppe Polimeni, presidente dell'Anpcep (Associazione nazionale portieri e custodi edifici pubblici) si batte da anni affinché l'amministrazione trovi una soluzione per chi è in regola e ha il diritto di occupare queste case. Ma solo per loro. «Sfrattare un anziano di 70 anni per un immobile che poi non rientra tra quelli delle case popolari non ha senso. Oppure - continua - possiamo anche andarcene, ma come stabilito da vecchie delibere dobbiamo avere in cambio una casa popolare».

La vicenda è spinosa e pasticciata, perché in mezzo c'è di tutto. E c'è appunto anche chi fa il furbo, e se ne approfitta.

LA DENUNCIA
Fu il proprio il M5S nel 2013, con l'allora consigliere Daniele Frongia, a denunciare il caso di Villa Ada. Negli alloggi destinati ai guardiani del parco storico vivevano occupanti abusivi che pagavano canoni irrisori, o in alcuni casi famiglie rom, entrate con la forza e mai uscite. Ai tempi scoppiò il caso di Villa Ada: 100 metri con affaccio sulla Salaria a 10 euro al mese. Uscirono fuori situazioni borderline a Villa Fassini a Villa Celimontana e al Parco di San Sebastiano. «Bisogna prendere provvedimenti caso per caso», rilancia Polimeni che chiede all'assessore Rosalba Castiglione, titolare del Patrimonio, un nuovo regolamento. Nel dubbio si procede in ordine sparso. «La mia categoria - ribatte Polimeni - è molto attiva e utile siamo un ottimo aiuto per le scuole e i presidi». Il problema sono i furbi e la deregulation: oltre 200 case, alcuni dei quali nel I municipio, abitati da chi non ne ha diritto.

Ultimo aggiornamento: 23 Aprile, 16:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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