Roma, inchiesta Mondo di Mezzo: Carminati lascia il 41bis

Roma, inchiesta Mondo di Mezzo: Carminati lascia il 41bis
di Michela Allegri
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Lunedì 24 Luglio 2017, 21:15 - Ultimo aggiornamento: 21:18

Dopo la sentenza che stabilisce che il Mondo di Mezzo di Massimo Carminati e Salvatore Buzzi non era un'associazione mafiosa, ma un'organizzazione criminale, l'ex Nar lascia il carcere duro. Dopo due anni e mezzo di reclusione trascorsi in regime di 41 bis, nel carcere di via Burla a Parma, il "Cecato" diventa un detenuto comune.

La decisione è arrivata questa sera. Prendendo atto della sentenza che non ha riconosciuto l'associazione mafiosa a carico degli imputati, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha firmato la revoca, dopo il parere positivo arrivato dalla Direzione nazionale antimafia e della Direzione distrettuale antimafia di Roma.

La sentenza è di giovedì scorso. Il giudice Rosanna Ianniello, dopo 21 mesi e 230 udienze di processo, ha stabilito che non c'è mafia all'ombra del Colosseo. O meglio: per il magistrato non è un'associazione mafiosa quella che per anni ha tenuto sotto scacco alcuni settori della città, infiltrandosi ai piani alti della politica e della pubblica amministrazione, pilotando appalti, finanziando cene e campagne elettorali, piazzando personaggi di punta in ruoli strategici per gestire commesse e municipalizzate. Per i giudici della X sezione penale, la Mafia Capitale che ha fatto finire l'ex Nar per 30 mesi detenuto in regime di 41 bis non esiste. Esiste invece un'associazione a delinquere, anzi due, entrambe capeggiate da Carminati, che per questo motivo è stato condannato a  20 anni di reclusione. Per lui la procura aveva chiesto 28 anni. Per il ras delle coop Savatore Buzzi, socio del Cecato e suo braccio destro imprenditoriale, il collegio ha disposto una pena a 19 anni. I pm avevano contestato l'associazione mafiosa per 19 dei 46 imputati del maxi processo. Per le motivazioni della sentenza sarà necessario attendere l'autunno.

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