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Dimentica un bambino sullo scuolabus
bidella accusata di abbandono di minore

Dimentica un bambino sullo scuolabus bidella accusata di abbandono di minore
di Adelaide Pierucci
3 Minuti di Lettura
Martedì 13 Maggio 2014, 10:24 - Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 13:05
Il pianto inconsolabile con il viso schiacciato sui vetri dello scuolabus, senza che nessuno lo potesse sentire. E' durato ore, i primi di ottobre, l'incubo di un bimbo di quattro anni dimenticato sul pulmino della scuola.



L'addetta alla sorveglianza aveva accompagnato uno alla volta i bimbi all'uscita prendendoli per la manina fino all'ingresso della scuola, la materna comunale di Cesano, ma poi si era dimenticata di controllare che non ne fosse rimasto nessuno seduto tra i sedili. E così lo scuolabus della società Roma Multiservizi era rientrato nel parcheggio aziendale dove nessuno ha più notato il bambino, almeno fino a mezzogiorno, ossia quando ha iniziato il turno un'altra accompagnatrice che ha trovato il piccolo Manuel (il nome è inventato) sotto choc. Ora Ilaria S., 30 anni, l'addetta che ha dimenticato il bimbo sullo scuolabus, rischia di pagare l'errore con un processo per abbandono di minore.



ABBANDONO

Il pm Elena Neri, titolare del fascicolo, ha appena firmato per l'assistente dello scuolabus l'avviso di chiusura dell'indagine, l'atto che prelude la richiesta di rinvio a giudizio. «L'indagata», ha scritto il magistrato «abbandonava il minore all'interno dell'autobus facendolo rimanere solo e incustodito dalle ore 8.45 alle 12 circa quando veniva rinvenuto da una collega. Così cagionando al bambino, a seguito dello spavento, lesioni personali consistite nel bambino di un disturbo post traumatico».

Il bimbo dimenticato, infatti, è stato esposto a grossi rischi rimanendo chiuso e imprigionato sul pulmino. E per di più il senso di abbandono e la paura gli hanno causato un trauma che sta ancora cercando di superare con l'aiuto della mamma e delle maestre e allora giudicato guaribile da una psicologa in tre mesi. E' stata la mamma di Manuel, assistita dagli avvocati Massimo Ciardullo e Irene Coppola, a denunciare il caso. «La mattina del 3 ottobre come tutte le mattine ho accompagnato mio figlio alla fermata dello scuolabus all'incrocio tra via Bellino e Pecoraro» aveva scritto la donna in una prima nota ai carabinieri. «All'una e mezza sono stata avvisata dalla maestra che c'era un piccolo inconveniente in quanto mio figlio era stato dimenticato sullo scuolabus. E allora mi sono precipitata a scuola per riabbracciare il mio bambino». Ad attenderla ha trovato la maestra, la direttrice scolastica Adriana Bonanni e due responsabili della società che per conto del Comune gestisce il servizio scuolabus in quel tratto. Il bambino era sveglio, tranquillo e stava giocando, apparentemente non presentava nessun segno di disagio. Aveva bevuto un succo di frutta durante le ore che era stato dimenticato sul pullman. Aveva pianto ma anche mangiato e giocato. I segni della sofferenza però affiorano man mano nei giorni successivi. Il bambino vuole dormire nel lettone con la mamma e si rifiuta di salire sullo scuolabus. E' nervoso e lancia oggetti, non vuole separarsi dai genitori.

Dopo aver chiesto di acquisire gli atti interni della scuola sull'incidente la madre di Manuel si è accorta, però, che la vicenda era ancora più seria e ha presentato una integrazione di denuncia in Procura. Il piccolo infatti aveva detto alle maestre di «aver pianto tanto», circostanza non chiarita nell'immediatezza dei fatti.



LA PERIZIA

Per far valutare l'intensità del trauma il piccolo è stato poi affidato a una psicologa. E' emerso che Manuel stava manifestando tutti i sintomi tipici del post trauma. Per l'esattezza mostrandosi «iperattivo, non seguendo le richieste dei genitori e lanciando oggetti se contrastato. Espressione di confusione e di uno stato di ansia reattivo ad angosce da abbandono».

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