Roma, bimba rom rapita in ospedale appena nata: ritrovata 12 anni dopo

Venerdì 30 Giugno 2017 di Marco De Risi
Lei è una bambina nomade di 12 anni, con gli occhi color nocciola e i capelli neri. Da quando è nata, nel 2005, era sparita, dissolta nel nulla. Le ricerche erano state diramate su tutto il territorio nazionale. Non era stata censita neanche all'anagrafe. Era stata rapita dall'ospedale di Foggia dove era ricoverata in Rianimazione per quello che doveva essere un incidente domestico. Un caso inquietante, almeno così sembrava. Ieri, colpo di scena. Una pattuglia del Reparto Prevenzione Crimine, controlla su un tratto di via Laurentina, un nomade sulla quarantina. L'uomo è gentile, mostra i documenti ma un agente si accorge che sul suo cellulare c'è la foto di una bambina e gli chiede spiegazioni. A quel punto l'uomo diventa evasivo, non sa cosa dire. E scattano gli accertamenti che portano i poliziotti in un campo nomadi vicino a Latina. E lì, fra le baracche, trovano la piccola rom sparita a pochi mesi. Sta bene. La reticenza dell'uomo, che è il padre, con la polizia, sarebbe dovuta alla paura di perdere la bambina. Il giudice dei minori viene avvertito e decide che verrà aperta un'inchiesta ma intanto la piccola potrà restare con i genitori. Sembra che la minore stia bene, non appare malnutrita, gioca e abbraccia la mamma.

IL PASSATO
Ma cosa è accaduto dodici anni fa, quando la piccina è sparita in un modo così allarmante? Lei viene portata all'ospedale di Foggia con gravi contusioni sul corpo. Talmente gravi che i medici decidono di ricoverare la neonata a Rianimazione. In parallelo scatta un'inchiesta da parte della magistratura. La versione data dai genitori è quella di un incidente domestico. Ma gli inquirenti decidono, come sempre accade in casi simili, di andare a fondo sulle cause delle condizioni della neonata e quindi stabiliscono che la piccola non debba essere avvicinata dalla famiglia. Ma ecco che un giorno, un'infermiera si accorge che la piccina è sparita. Non si trova più nel letto, nel reparto. Un caso di sequestro di persona in piena regola. Si attiva la polizia coordinata dalla magistratura. La forte preoccupazione di ritrovare la minore e capire che fine possa avere fatto. Ma il caso non si risolve. Passano i giorni, gli anni, e della minore non c'è più traccia. Finisce nei terminali delle forze dell'ordine con una foto sbiadita sempre più inattendibile. Fino a ieri: grazie ad un accertamento accurato dei poliziotti (la fotografia di una bambina sul cellulare dell'uomo controllato) si risolve il caso. Ora la bambina sarà tolta dal lungo elenco dei minori scomparsi. Gli agenti vanno a ritroso di dodici anni. Riescono a sapere che a sequestrare la nomade potrebbe essere stata la nonna paterna impaurita dalla possibilità di non poterla più vedere. Sarebbe stata lei ad entrare in corsia, coprirla con un panno e portarla via dall'ospedale.
  Ultimo aggiornamento: 1 Luglio, 09:52

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