Roma, arrestato il ginecologo "vip" Claudio Giorlandino: accusato di stalking nei confronti della sorella

Roma, arrestato il ginecologo "vip" Claudio Giorlandino: accusato di stalking nei confronti della sorella
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Lunedì 13 Aprile 2015, 11:52 - Ultimo aggiornamento: 14 Aprile, 09:11

Il noto ginecologo Claudio Giorlandino, considerato il re delle amniocentesi nonchè il ginecologo delle vip, è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di stalking nei confronti della sorella, Maria Stella, titolare dei centri diagnostici Artemisia Lab, tra i più importanti di Roma.

Nella vicenda sono coinvolte altre quattro persone, tra cui un avvocato e tre appartenenti alle forze dell'ordine. Le misure cautelari sono state eseguite dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Roma Eur. Tre degli indagati si trovano agli arresti domiciliari mentre agli altri due è stato imposto il divieto di avvicinamento alla sorella ed al cognato del ginecologo.

La vicenda ruoterebbe attorno ad una controversia sulla gestione dell'attività imprenditoriale di famiglia. Le accuse sono stalking, rivelazione e utilizzazione di segreto d'ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio.

Le accuse

Secondo l'accusa, a partire dal novembre 2011, quando i fratelli Giorlandino divisero le attività della società «Artemisia», cominciarono una serie di contrasti - si legge nel capo di imputazione - legati «alla stipula di accordi di cessione di marchi utilizzati nell'esercizio dell'attività imprenditoriale». L'accusa di stalking fa riferimento a minacce e molestie nei confronti dei coniugi Giorlandino-De Martino che ha procurato loro - è detto nell'ordinanza - uno «stato d'ansia perdurante e paura per la propria incolumità» tanto da costringerli a cambiare abitudini di vita. Nel provvedimento si sottolinea che i fatti avrebbero procurato a Maria Stella Giorlandino «stati di paura che, tra l'altro, la inducevano a ripetute crisi di pianto, di insonnia, di assunzione di farmaci». Tra gli episodi contestati un'aggressione, nel dicembre 2012, da parte di due uomini che, dopo aver bloccato l'auto di De Martino, gli «afferravano il collo intimandogli di non chiedere più soldi al cognato».

I coniugi Giorlandino-De Martino sarebbero stati inoltre pedinati dagli agenti della penitenziaria Mecchia e Pacillo, nonchè da Di Mauro, presso i centri ed i laboratori di pertinenza sia nella loro villa di via Appia. Per screditare i coniugi, secondo la procura, sarebbero state fornite notizie ad un quotidiano relative a presunte violazioni urbanistiche nella loro villa, non riscontrate, mentre l'ex domestico Rodolfo Jimenez, sarebbe stato indotto a denunciare ai carabinieri il possesso di materiale archeologico di prestigio da parte dei suoi datori di lavoro.

«I fatti sono gravi e reiterati, le modalità della condotta preoccupanti e infide, la prognosi non favorevole agli indagati», ha scritto il gip Paola Della Monica nel provvedimento cautelare con cui ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Giorladino. Secondo il gip, inoltre «è concreto e attuale il pericolo per l'acquisizione e la genuinità della prova, fondato sull'aver concretamente gli indagati compiuto azioni» volte «ad inquinare nell'interesse comune il quadro probatorio emergente nella fase delle indagini preliminari».

Claudio Giorladino, Antonio Mercuri, Biagio Di Mauro, infatti, avrebbero «avvicinato testimoni per indurli a rendere dichiarazioni favorevoli a Claudio Giorladino e li abbiano anche personalmente accompagnati in tribunale». Anche nel convincere l'ex domestico dei coniugi a presentare denuncia contro di loro per presunti abusi edilizi «gli indagati si sono spesi per ottenere dichiarazioni utili a Claudio Giorlandino promettendo utilità all'ex domestico e garantendogli assistenza legale».

Lo stesso manager si sarebbe anche detto disponibile «ad assistere, evidentemente gratuitamente la moglie» di un carabiniere che aveva verbalizzato le denunce dei congiugi finite poi all'attenzione di Di Mauro, «nella sua gravidanza e ciò al fine di poter 'avere un contatto direttò, definito dallo stesso Giorladino, sempre utile».

Gli arresti

C'è anche il capo scorta, fino a qualche giorno fa, del presidente del Copasir Giacomo Stucchi, tra i personaggi finiti agli arresti domiciliari, insieme con Claudio Giorlandino, per stalking. Si tratta del brigadiere dei Carabinieri Biagio Di Mauro. Il terzo indagato ai domiciliari è Antonio Mercuri, dipendente della Regione Lazio ma in servizio al Campidoglio e praticante avvocato. L'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip Paola Della Monica su richiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e del sostituto Mario Dovinola. Altre tre persone sono coinvolte nelle indagini: sono gli agenti di polizia penitenziaria Fernando Mecchia e Pietro Pacillo, nei confronti dei quali è stata disposta la misura del divieto di avvicinamento a Maria Stella Giorlandino, al marito Claudio De Martino ed alle strutture sanitarie da loro gestite, e l'appuntato dei carabinieri di Ostia Antonio Cariello, il cui nominativo è iscritto nel registro degli indagati.

La replica

Ma il ginecologo dei vip respinge ogni accusa. In una nota diffusa dai suoi legali, gli avvocati Maria Teresa Napolitano e Riccardo Olivo, il noto ginecologo fa sapere che «chiarirà la sua posizione già all'interrogatorio di garanzia dinanzi al Gip». «La vicenda - ricordano i legali - si inserisce in un contesto più ampio, riguardante questioni patrimoniali ad oggi oggetto di procedimenti dinanzi al tribunale civile di Roma».

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