Raggi-Salvini, botta e risposta sui rom: braccio di ferro sulle misure da adottare

Mercoledì 4 Luglio 2018

Le differenze rimangono e sono di sostanza. La sindaca Virginia Raggi dà il benvenuto a Matteo Salvini. Il ministro dell'Interno ha annunciato a Il Messaggero che a breve visiterà «i campi rom della Capitale: vorrei andare a vedere com'è la situazione con la sindaca Virginia Raggi». Dopo 24 ore la sindaca risponde così al titolare del Viminale. E a ascoltare le sue parole sembra quasi non vedere l'ora («sarà bello») di fare questo tour con lui per mostrargli «soprattutto l'attività che stiamo facendo e che ci suggerisce l'Europa per superare questi centri nel segno dell'inclusione, dell'applicazione per tutti dei diritti e dei doveri come stabilisce la Costituzione». Ma il leader della Lega in serata risponde: «Un bell'invito romantico, non mi era mai capitato. Io comunque i campi rom preferisco chiuderli». il ministro si dice anche«scettico sull'idea che dando a questa gente dei soldi si possa fare qualcosa di utile». Il riferimento è un progetto del Comune - annunciato su queste colonne - che prevede contributi fino a 5mila euro per chi apre un'impresa. Ed è qui che si scontrano due visioni diverse. Il Comune - e ormai non è certo un mistero - sta cercando di percorrere con risultati ancora poco visibili «una terza via» per gestire il superamento dei campi. E cioè niente ruspa né assistenzialismo. Ma appunto, come ha detto anche ieri Raggi, puntando sull'«inclusione».
L'appuntamento tra i due è nell'aria - «le nostre segreterie sono in contatto, quindi ci incontreremo quanto prima», ha tenuto specificare la grillina - e potrebbe succedere anche in settimana.
Oggi, tra l'altro, Salvini è atteso alla Camera per il question time. Dovrà rispondere anche all'interrogazione del deputato pd Roberto Morassut che ha chiesto al Viminale un forte intervento sui roghi tossici che infestano interi quadranti vicino ai vari campi sparsi in città. «Deve spiegare - è la linea dell'esponente democrat - concretamente quali sono le azioni che egli intende svolgere per affrontare questa emergenza sulla base delle leggi italiane e delle direttive europee che danno ampia gamma di strumenti per agire sia in direzione della integrazione scolastica dei minori e lavorativa dei giovani ma anche della repressione dei fenomeni di criminalità».
Di fatto, l'accelerazione di Salvini ha destato qualche preoccupazione in Campidoglio proprio perché sono destinate a scontrarsi due posizioni politiche differenti. In mezzo c'è la potenziale polveriera del Camping River: l'insediamento si trova su un'area privata, ma le famiglie rom erano ospitate dentro i moduli di proprietà del Comune, ora rimossi. Sulla carta da domenica scorsa doveva essere liberato. Ma di quattrocento residenti ne sono rimasti ancora la metà. E questo nonostante gli input del Campidoglio per favorire la loro uscita assistita. Finora in 14 hanno accettato il rimpatrio volontario assistito nei paesi di origine (in gran parte in Romania).
L'ALLARME
Una situazione che prima o poi è destinata a sbloccarsi. Ieri dal Comune non escludevano l'ipotesi di un intervento della questura coordinato dalla prefettura, anche se sarebbe davvero l'ultima ratio. Anche Raggi ammette che «chiaramente all'inizio ci sono un po' di resistenze, perché non era mai stato fatto prima e iniziamo ad avere dei primi risultati». Per l'ottimismo della sindaca c'è il realismo della titolare dei Servizi sociali di Roma, Laura Baldassarre che torna a denunciare la presenza di «forze» che non vogliono «dare una possibilità alle famiglie e quindi ai bambini». E dunque spingono, secondo Baldassarre, affinché nessuno entri nei circuiti di assistenza del Comune o aderisca ai progetti di inclusione. «Ci sono soluzioni molto positive di chi si è allontanato per stare meglio fuori - conclude l'assessore - e poi purtroppo questo fenomeno che continuo a denunciare».
S. Can.
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Ultimo aggiornamento: 5 Luglio, 07:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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