ROMA

Roma, rifiuti tossici nel campo rom:
la banda dei roghi di via di Salone

Martedì 31 Luglio 2018 di Michela Allegri

Non si tratta di condotte isolate, ma di un fenomeno «ripetuto in modo continuativo e costante», scrive il gip nell'ordinanza cautelare a carico di 4 rom residenti nel campo nomadi di via di Salone, accusati di avere smaltito illegalmente e incendiato tonnellate di rifiuti. Ed è solo il primo step di un'inchiesta più ampia, che coinvolge molti altri insediamenti della Capitale, da La Barbuta a Centocelle, a Castel Fusano fino alla Monachina. Perché quella ricostruita dal procuratore aggiunto Nunzia D'Elia e dalla pm Desirèe Digeronimo è una vera e propria catena di montaggio criminale: stoccaggio, vendita e smaltimento di materiali - anche pericolosi - fatti sparire con i roghi tossici che si alzavano dai villaggi rom. Ora, in quattro sono stati raggiunti dalla misura cautelare dell'obbligo di firma - la procura aveva chiesto il carcere e ha già appellato la decisione del gip - mentre gli indagati, solo in relazione al campo di via di Salone, sono 19. Tra loro anche i titolari di alcuni autodemolitori, accusati di reati ambientali e smaltimento illecito. I quattro rom sottoposti a misura - tutti residenti nel campo nella periferia est - sono accusati anche di combustione illecita di immondizia e di materiali «pericolosi».
 

 

I COSTI
Il prossimo passo sarà la bonifica dei vari campi, destinata a costare al Campidoglio più di un milione di euro. I preventivi di spesa, per ripulire gli insediamenti dai rifiuti, sono stati inviati dai dipartimenti Ambiente e Politiche sociali alla municipale. In via di Salone, le operazioni sono già iniziate: la spesa prevista è di 110.741 euro. In cima alla lista, ci sono gli insediamenti a La Barbuta - costo stimato 188.820 euro - e in via Candoni, dove la pulizia riguarderà sia l'area esterna - 22.134 euro, materiali in amianto compresi - sia quella interna - 275.574 euro -. Altri 168.644 euro dovranno essere utilizzati per il parco di Centocelle, area ex campo nomadi Casilino 900. Poi, 81.787 euro serviranno per il campo di Castel Romano, più di 160mila per quello di via Cesare Lombroso. A scendere, 13.848 e 8.090 per due zone nell'insediamento di via Salviati, 8.838 a La Monachina. Ieri le operazioni sono partite all'alba. Sono state condotte da agenti della Polizia Locale dei gruppi Spe, Pso, Gpit, Tuscolano e Torri, diretti dal comandante Antonio Di Maggio.
LE DITTE
I rom indagati sono accusati di avere dato fuoco «a rifiuti, anche pericolosi, abbandonati in maniera incontrollata», con l'aggravante di avere commesso il fatto «nell'ambito di un'attività organizzata», si legge nell'ordinanza. I titolari delle ditte coinvolte, invece, avrebbero ceduto «rifiuti ferrosi e parti di autoveicoli», poi smaltiti «illecitamente». Le indagini sono iniziate nel febbraio dello scorso anno, dopo le denunce dei residenti.
GLI EPISODI
Tra gli episodi più gravi, avvenuti tra marzo e luglio 2017, c'è l'incendio di pneumatici e cavi di rame appiccato da una coppia bosniaca. A gettare la benzina era stata la figlia minorenne. Il 28 marzo dello stesso anno, un italiano di 36 anni era stato filmato dagli investigatori mentre, a bordo di un furgone, portava immondizia all'interno del campo: l'aveva ritirata dal magazzino di una ditta che si occupa del recupero e dello smaltimento di rottami metallici e ferrosi. Il 6 giugno dello stesso anno, le telecamere nascoste avevano immortalato un romeno di 68 anni mentre accendeva le fiamme subito dopo l'intervento dei vigili del fuoco, che avevano appena spento un altro rogo. E ancora: calcinacci, elettrodomestici, batterie, fusti contenenti solventi e prodotti chimici accatastati e bruciati, e fumi nocivi che si alzavano tra le mura del campo.
Michela Allegri
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Ultimo aggiornamento: 08:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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