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Rifiuti, Corte europea condanna Lazio: smaltimento illegale fino al 2012

Rifiuti, Corte europea condanna Lazio: smaltimento illegale fino al 2012
di Mauro Evangelisti
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 15 Ottobre 2014, 14:55 - Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 00:16

Rifiuti, la Corte di giustizia europea ha condannato il Lazio perché prima del 2012 la spazzatura veniva portata in discarica senza che fosse trattata. Le discariche sotto accusa sono quelle di Malagrotta, Colle Fagiolara, Cupinoro, Inviolata, Fosse Crepacuore e Borgo Montello. Spiegano dalla Commissione europea: «Accogliamo con favore questa innovativa sentenza. Il suo valore innovativo risiede principalmente nel sancire che il pretrattamento consistente nella mera frantumazione dei rifiuti non soddisfa i requisiti della direttiva. L’Italia deve inoltre rendere operativa un’adeguata rete di gestione dei rifiuti nel Lazio. La Commissione auspica che la Repubblica italiana inizi immediatamente ad applicare la sentenza per evitare multe in futuro».

Ha commentato Massimiliano Iervolino, della direzione nazionale dei Radicali e autore del libro ”Roma, la guerra dei rifiuti”: «Con questa pronuncia l’intero sistema dei rifiuti del Lazio subisce una pesantissima bocciatura dall’Europa, visto che – per molti anni e nonostante i continui richiami della Commissione – negli invasi elencati si è continuato a smaltire tal quale. La Corte, inoltre, ha ribadito che i trattamenti necessari per il conferimento dei rifiuti in discarica non comprendono la cosiddetta trito vagliatura». Quest’ultimo dettaglio potrebbe causare problemi a Roma che tratta tutti i rifiuti che produce, ma una parte - appunto - finisce nel tritovagliatore. Dalla Regione Lazio hanno precisato: «La condanna della Corte Ue nei confronti dell'Italia per il trattamento inadeguato dei rifiuti in alcune discariche del Lazio è relativa al 2012, e che con l'attuale Giunta Zingaretti si è provveduto a innovare profondamente il ciclo dei rifiuti della regione. Da aprile 2013 a Roma e nei mesi successivi in tutta la Regione, infatti, non c'è un grammo di rifiuti che non sia trattato secondo le direttive dell'Unione europea e la normativa nazionale».

E il sindaco Marino ha ricordato: «I rilievi mossi dalla Corte europea per l'inadeguatezza del trattamento dei rifiuti in alcune discariche del Lazio fino al 2012, confermano una volta di più che la nostra decisione di chiudere, dopo ben 50 anni, Malagrotta abbia segnato una vera e propria svolta per il rientro nella legalità. Non ricorrendo più alla discarica Malagrotta è stato possibile chiudere la procedura di infrazione e Roma, dunque, oggi può di nuovo accedere ai fondi strutturali europei».

La parlamentare europea di Ncd, Roberta Angelilli, però avverte: «La Corte di giustizia europea stigmatizza gli accordi per portare i rifiuti fuori regione, ritenendo tale misura come la prova inequivocabile della non autosufficienza e della inidoneità del sistema del trattamento dei rifiuti nel Lazio».

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