Renzi e Zingaretti visitano le fabbriche di Pomezia. Il premier: «Nicola, sali in macchina con me»

Renzi e Zingaretti visitano le fabbriche di Pomezia. Il premier: «Nicola, sali in macchina con me»
di Mauro Evangelisti
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Mercoledì 2 Marzo 2016, 15:43 - Ultimo aggiornamento: 17:09

Matteo Renzi e Nicola Zingaretti sono a Pomezia dove stanno visitando il polo industriale. Nel corso del trasferimento da uno stabilimento all'altro, c'è stato un siparietto che sembra simbolicamente avere una valenza politica nei complicati intrecci interni del Pd, potremmo chiamarlo il "patto di BlaBlaCar". Renzi si è rivolto al presidente della Regione dicendo:«Nicola viene con me». Zingaretti ha accettato l'invito del premier ed è salito in macchina con Renzi
per visitare la seconda azienda della zona di Pomezia.  

Renzi è arrivato oggi nel primo pomeriggio nella sede dell'azienda Ads, accolto dal presidente della Regione.  Si tratta di un'azienda che si occupa di tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nel 2015, ha avuto un fatturato di 110 milioni di euro.  

Renzi: «Il punto, persino più interessante del jobs act, è che questa azienda fa innovazione, dobbiamo incoraggiarla con i finanziamenti, parliamo di un'azienda che continua a crescere. E voglio portare i miei ringraziamenti non a nome personale ma dell'Italia e del governo italiano. Siamo orgogliosi di cosa viene fatto nelle sedi di questa azienda anche al sud come in Calabria e Sicilia. Qui l'età media dei lavoratori è 28 anni e per questo ci vuole un grandissimo incoraggiamento e un in bocca al lupo gigantesco». Parlando dell'ad dell'azienda Pietro Biscu, Renzi ha detto: «È più giovane di me, era dirigente di una multinazionale, si è licenziato e ora ha assunto 500 persone con il jobs act. Nonostante il racconto in negativo fatto per vent'anni l'Italia è questa cosa qua, realtà che scommettono sull'innovazione e gente che rischia».

Successivamente il premier e il presidente della Regione hanno visitato Irbm Science Park. Renzi ha ricordato: «Questo luogo è qualcosa di cui dovremmo parlare di più, c'è stato chi accettando una sfida impossibile ha salvato questo luogo destinato alla chiusura. E ora qui è stato isolato il virus Ebola ed è una struttura di cui essere orgogliosi come Italia».

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