Roma, assalto al portavalori sull'Aurelia: svolta nelle indagini, trovata la pistola

Giovedì 4 Ottobre 2018 di Alessia Marani
L'assalto al portavalori

C’è una svolta nelle indagini sull’assalto al portavalori della Sipro davanti al Doc Market di via Aurelia che il primo giugno fruttò a quattro rapinatori armati fino ai denti un maxi bottino da oltre 1,5 milioni di euro. La chiave per risolvere il giallo era nel marsupio ritrovato dagli agenti della Polstrada nell’auto utilizzata da tre rapinatori romani per fuggire lungo l’autostrada del Sole dopo un colpo messo a segno martedì in un ufficio postale di Spoleto.
 

Dentro c’era, infatti, una delle pistole rubate quella mattina nel piazzale del supermercato a uno dei tre vigilantes minacciati e immobilizzati dai malviventi che stringevano in pugno fucili a pompa e persino una bomba a mano. I quattro avevano aspettato l’obiettivo, carico di soldi da portare agli uffici postali per pagare le pensioni, asserragliati in un Fiat Doblò con targa romena. Uno indossava una pettorina con scritto “polizia”, poi si erano volatilizzati. Adesso, c’è una pista che porta gli inquirenti a Tor Bella Monaca.
 

 

Della zona, infatti, sono originari G. V., 58 anni, P. A., di 47 e C. F., di 49, tutte vecchie conoscenze delle forze dell’ordine per reati contro la persona e il patrimonio. Sono loro i tre uomini finiti in manette martedì. Erano entrati nell’ufficio postale di Malfondo, nello Spoletino, mostrando un tesserino da finanzieri, con la scusa di una verifica. Arrivati su una Fiat Punto risultata rubata, se ne sono andati via a bordo di una vettura “pulita”, intestata a uno dei rapinatori. I fuggitivi sono stati intercettati a Orte, tallonati dalle pattuglie di Terni, Viterbo, Orvieto e Roma Nord. Coordinate dal Centro Operativo Polizia Stradale di Roma, due pattuglie sono rimaste in coda mentre gli altri equipaggi, più avanti, facevano rallentare il traffico attuando la cosiddetta «sacca corta». Arrivati al Km 518, l’auto è stata quindi accerchiata dagli agenti e i rapinatori arrestati, sotto gli occhi stupiti degli altri automobilisti. Giunti alla Sottosezione di Roma Nord, l’auto è stata perquisita ed è stata ritrovata parte della refurtiva, un distintivo della Guardia di Finanza, un taglierino, berretti per travisarsi e soprattutto una pistola pronta all’uso, con il colpo in canna, quella rubata a una delle guardie giurate della Sipro.

Nel corso delle perquisizioni nelle abitazioni dei fermati sono stati rinvenuti anche un lampeggiante blu e ulteriore materiale utile per le indagini. I tre tra maggio e luglio scorso avevano finito di scontare il regime detentivo e, dunque, si sarebbero rimessi subito all’azione. Dopo l’assalto al portavalori, i vigilantes dissero di avere sentito parlare almeno uno dei banditi con accento pugliese o campano. I carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci stanno vagliando i nuovi elementi, sul loro tavolo c’è già l’informativa della Stradale. Ripercorrendo a ritroso i passaggi di mano della pistola, di batteria in batteria, contano di arrivare presto “a dama”. 

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