Marra, nuova accusa: casa dell'ente comprata falsificando i documenti

Martedì 24 Aprile 2018 di Michela Allegri
Un contratto di locazione retrodatato, per ottenere uno sconto sostanzioso e acquistare al ribasso un appartamento di lusso. L'iter che ha permesso all'ex fedelissimo della sindaca Virginia Raggi, Raffaele Marra, di comprare un appartamento Enasarco in via dei Prati Fiscali con lo sconto riservato agli inquilini storici, quando sono iniziate le pratiche di dismissione degli immobili dell'Ente, finisce agli atti del processo che ha portato l'ex vicecapo di gabinetto della prima cittadina sul banco degli imputati per corruzione insieme all'immobiliarista Sergio Scarpellini. Una dinamica che, per la Procura, è poco chiara e che potrebbe anche nascondere una truffa, ma non dovrebbe portare a nessuna contestazione, visto che gli eventuali reati sarebbero già prescritti da tempo. La pm Barbara Zuin, titolare del fascicolo, nel corso dell'ultima udienza ha depositato l'esito degli accertamenti svolti sulle modalità di acquisto.

LA DENUNCIA
È stato l'avvocato Vincenzo Perticaro, che assiste l'associazione inquilini Asia Usb, a sollevare in aula dubbi sulla regolarità della procedura. Su delega della Procura, i carabinieri del Nucleo investigativo si sono presentati il 17 ottobre 2017 presso gli uffici della Fondazione Enasarco e hanno acquisito le copie dell'atto di compravendita, datato giugno 2013, sottoscritto dalla moglie di Marra, Chiara Perico, e i documenti relativi al diritto di prelazione sull'immobile, con atti che vanno indietro fino al 2008. Almeno in teoria. In sede di acquisizione, infatti, un dirigente dell'Ente, ha dichiarato: «Consegno l'elenco dei contratti sottoscritti con relative decorrenze della Fondazione. Si evince che in data 16 settembre 2008 sono stati sottoscritti circa 46 contratti, contro la media di 4 o 5 contratti eseguiti nelle precedenti date». Il tutto, a cavallo dell'inizio delle pratiche di dismissione previste dal Progetto Mercurio, approvato il 18 settembre 2008. Un'anomalia, per la Procura. Il sospetto è che gli inquilini siano stati avvisati in anticipo delle pratiche di dismissione e siano stati stipulati contratti a raffica, per permettere a decine di soggetti di usufruire del beneficio. Poi, arrivano le domande sul contratto dei Marra. «Il servizio Internal Auditing ha segnalato la sottoscrizione del contratto della Perico il 16 settembre 2008 - prosegue il dirigente - confermo che, seppur risulta aver sottoscritto il primo contratto di via Pasquale Revoltella - in un'altra casa Enasarco - il 16 settembre 2008, dai documenti in archivio si evince che la signora ha effettivamente sottoscritto il contratto il 5 febbraio 2009». Tradotto: il documento potrebbe essere stato retrodatato. Per accedere al progetto di dismissione, infatti era necessario essere «legittimi titolari di un contratto di locazione vigente al momento dell'offerta di prelazione».

Non è tutto. «La Perico ha anche ottenuto lo scomputo dei lavori di ristrutturazione dal canone di locazione - ha dichiarato l'avvocato Perticaro - a nessuno dei miei assistiti era mai successo». Nel verbale di consegna della casa di via dei Prati Fiscali - quella che, per l'accusa, verrà acquistata grazie alla tangente pagata da Scarpellini - datato 2009, si legge che «il nuovo inquilino provvederà ad eseguite i lavori di riordino... con successivo scomputo dell'importo dai canoni di affitto». I lavori in questione, costeranno circa 24mila euro.
  Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 20:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA