Roma, a Ponte Milvio chiude la pista ciclabile: troppe buche

Mercoledì 8 Novembre 2017 di Laura Bogliolo

Nessun cartello a Ponte Milvio indica che poco dopo la pista ciclabile si interrompe. All'altezza del ponte dove passa la ferrovia ex Roma Nord c'è una rete arancione, il famoso pollaio installato due giorni fa e già divelto.
Da quel punto e fino a Castel Giubileo una delle piste più amate dai romani (15 km in tutto) è off limits. Motivo: la pista stava sprofondando per la mancata manutenzione. Da un paio di giorni sono iniziati i lavori di rifacimento, prima dei ponticelli in legno, poi della pavimentazione. La chiusura ha lasciato basiti centinaia di ciclisti che non sapevano dello stop forzato e ieri, in realtà, molti appassionati delle due ruote superavano tranquillamente lo sbarramento. La pista è stata chiusa a causa del «forte ammaloramento della sede carrabile» che provoca problemi di «incolumità pubblica». Così c'è scritto in una direttiva dei vigili del 17 ottobre. «Ma nonostante la pericolosità accertata, il percorso è rimasto aperto per una ventina di giorni» ha detto l'ex minisindaco del XV Municipio Daniele Torquati. I lavori dureranno 2-3 settimane e sono eseguiti dal Simu (Campidoglio).

 

IL MANTRA
Dopotutto «l'ammaloramento» delle piste ciclabili è fenomeno noto e diffuso nella città dove l'amministrazione capitolina da sempre si professa bici-friendly. «Si dovrebbe abbandonare l'auto e prendere la bici». Questo è in sintesi uno dei mantra del Campidoglio che ha puntato molto in campagna elettorale sulla «mobilità sostenibile»: dal bike manager nominato con delibera «urgente» (Paolo Bellino si dimise per lo «scontro pressoché totale con i Dipartimenti), al Grab, il Grande Raccordo Anulare da 44 chilometri. Al momento, visto il degrado delle piste, più che di «mobilità sostenibile» si dovrebbe parlare dell'insostenibile pesantezza del pedalare tra buche e radici.

DEGRADO
«Sulla ciclabile a Ponte Milvio ci sono voragini spaventose - dice Fausto Bonafaccia di BiciRoma, l'associazione che siede al tavolo della Consulta cittadina per la sicurezza stradale - inoltre sulla banchina del Tevere occupata questa estate dalle bancarelle l'asfalto si è sfaldato. Non c'è manutenzione». Andiamo verso Villa Borghese, a piazzale delle Belle Arti ci sono voragini, enormi radici, addirittura due pali che svettano dalla pista. Su via Rossini poi, ai Parioli, ecco apparire di nuovo il pollaio, la rete arancione che circonda un pericolo sull'asfalto. Sui social è ormai diventato un caso la pista nel tunnel di Santa Bibiana, che collega Esquilino con San Lorenzo: è stata creata una corsia ciclabile a senso unico in direzione San Lorenzo. Nella direzione opposta il piccolo marciapiede è stato vietato ai pedoni che in realtà continuano a percorrerlo. Spostiamoci alla Magliana, a ridosso di via Pian Due Torri, dove un anno fa perse la vita Marco Artiaco, ciclista travolto da un camion Ama. «Hanno messo delle fioriere, l'incrocio non è in sicurezza» aggiunge Bonafaccia che conclude: «Molte piste sono inagibili perché senza manutenzione e non sono collegate tra loro: quella dell'Auditorium con piazza del Popolo, quella di Monte Ciocci con via Andrea Doria ad esempio. E ancora aspettiamo il collegamento con Fiumicino, Comune che invece ha già iniziato i lavori per creare una pista fino a Roma Sud».
 

Ultimo aggiornamento: 08:22

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