ROMA

Roma, poliziotti corrotti: rubavano i soldi durante le perquisizioni

Venerdì 13 Luglio 2018 di Adelaide Pierucci

Furti e strane sparizioni durante le perquisizioni. Si apre un altro fronte di indagine dopo la retata di arresti di fine giugno che hanno coinvolto una cancelliera del tribunale di Roma che spifferava dettagli di indagine, il pregiudicato Carlo D'Aguano che ne beneficiava, e sei poliziotti che quest'ultimo coinvolgeva con regalie in affari illeciti, come l'apertura di bar e sale slot con soldi ritenuti sospetti. «Calcola che pure noi stiamo facendo i soldi così...», ha ammesso Marco La Pasta, un settimo agente coinvolto nell'inchiesta e sospeso dal servizio, riferendosi ai furti durante i controlli.

Lo spunto di indagine, dal quale è partita il pm Nadia Plastina, è sintetizzata in una intercettazione registrata a inizio anno. È la moglie del boss, in una cena a casa, a tirare in ballo l'argomento: «Un vostro collega va in giro con cinquemila euro in contanti». Il marito le fa eco: «O ha fatto qualche impiccio brutto...». «O li ha levati a qualcuno che ha fermato», aggiunge ancora la moglie. «Ma calcola», dà la sua spiegazione allora l'agente La Pasta «che pure noi stiamo levando i soldi così». D'Aguano, definito dal giudice che ne ha ordinato l'arresto «un delinquente di spessore» per la Dda vicino ad ambienti di Camorra, in quei giorni stava definendo con l'agente il progetto di rilevare un bar a piazzale Clodio, a un passo dal tribunale. Un'altra mossa forse per acquisire credito e credibilità in ambienti legati alla legge. Come con gli «agenti» che secondo il giudice «interpretano la loro funzione in maniera ben poco ortodossa e senza neanche averne percezione, basta rammendare la confessione del La Pasta di appropriarsi del denaro rinvenuto in corso di perquisizione».

I REGALI
Intanto il boss si atteggiava a benefattore. In una occasione ha comprato giocattoli per i piccoli pazienti di un reparto pediatrico, un'iniziativa caritatevole organizzata dal Reparto Volanti alla quale ha partecipato come ospite d'onore e a nome del suo Monte Carlo Café, le cui azioni erano già sotto sequestro. Era il Natale del 2017. In quel periodo D'Aguano era già stato affidato ai servizi sociali con l'obbligo di soggiorno a Roma e il divieto di uscire la notte. Misura che gli verrà notificata solo un mese dopo. Con vassoi di snack spediti nelle caserme, invece, ha foraggiato poliziotti amici e non. Sempre con favori e regali si era accalappiato l'appoggio della cancelliera Simona Amadio, la talpa della procura.
 

Ultimo aggiornamento: 19:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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