Roma, l'esperto: «Quella dei pini killer è una tragedia che si può evitare»

Giovedì 3 Marzo 2016 di Giulio Mancini
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Una tragica fatalità o una tragedia evitabile? Di fronte alla perdita di una vita per un evento eccezionale come la caduta di un albero, è questa la prima domanda che viene da farsi. “Con amministrazioni più attente e impegnate, si può ridurre notevolmente l'incidenza e il prezzo di questi eventi” è la risposta di Leonardo Perronace, presidente uscente dell’ordine dei Periti agrari di Roma e Provincia con esperienza ventennale sul campo. A lui si deve il salvataggio delle palme nei giardini del Quirinale dal punteruolo rosso, la cura delle piante malate delle principali ville storiche di Roma e le certificazioni ambientali dei parchi adventure più famosi. “Quando l'albero è malato e sta per crollare al suolo presenta segnali evidenti – prosegue – Diciamo che non tutto si può prevedere ma si può fare molto per evitare conseguenze tragiche”.

"Gli alberi non cadono semplicemente per la presenza di un evento eccezionale come raffiche di vento a 70/80 km l’ora o la pioggia insistente - prosegue Perronace - ma perchè sono malati o hanno finito il loro ciclo vitale. In molti casi basterebbe solo vedere le fotografie di quelle piante per rendersi conto che la loro caduta è imminente e andrebbe evitata. Come? Con una ricognizione costante, una giusta cura contro le malattie, le potature al momento giusto e, se necessario, anche l’abbattimento dell’albero per evitare più gravi conseguenze. Se il fusto o le radici presentano delle carie, manca la resistenza alla spinta del vento ed il crollo diventa imminente. In molti casi gli alberi parlano così chiaramente attraverso torsioni del fusto, fenditure, cordoni lungo il tronco, cavità". Spesso, secondo Perronace, è anche questione di lavori mal eseguiti. "Andrebbero fatti i controlli sui lavori di manutenzione del patrimonio verde - osserva – Sarebbero da abolire gli appalti al massimo ribasso e privilegiare quelli con la clausola dell’offerta economicamente più vantaggiosa che significa assicurare la qualità dell’intervento. I lavori ambientali andrebbero certificati per attestarne l’attendibilità".

Per l'esperto agrario la tecnologia potrebbe favorire i controlli. “Basterebbe creare una banca dati sui singoli alberi, metterla in rete e facilitare i singoli cittadini, attraverso l'uso dello smartphone e di una specifica app, a verificare periodicamente lo stato di salute di quella pianta” suggerisce il perito agrario.

Ad Ardea sono morte due persone schiacciate da un pino, la stessa pianta che nel 2013 uccise un motociclista lungo la via Cristoforo Colombo. Si può definire il pino una pianta-killer? “Non voglio usare quel termine perchè le responsabilità sono dell'uomo – risponde Perronace – Il punto è che il pino è un albero abituato a stare nel bosco, con più esemplari che poggiano l'uno contro l'altro. Lo ritengo poco indicato alle banchine stradali perchè quando invecchia è frequente che perda il fittone centrale e si regga solo sulle radici superficiali che possono essere deteriorate dai lavori di asfaltatura, da quelli fognari o per la posa delle varie condotte di servizio”. © RIPRODUZIONE RISERVATA