Parco Monte Ciocci, gioiello abbandonato tra pecore e nomadi. I residenti: «Via gli accampamenti abusivi»

La vista del Cupolone dal belvedere del parco Monte Ciocci
di Raffaele Nappi
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Giovedì 1 Dicembre 2016, 17:17 - Ultimo aggiornamento: 17:18

Un gioiello abbandonato a se stesso. È servita a poco la battaglia di cittadini e residenti, che dopo 20 anni di incuria hanno visto finalmente riaperto il parco Monte Ciocci, area verde nei pressi della stazione Valle Aurelia, in uno dei punti più panoramici della città. Ad oggi, dopo l’inaugurazione del 2013, le cose sono tornate come prima. Se non peggio. 

Le criticità sono molte, a partire dalla sicurezza: di notte, raccontano i cittadini, entra chiunque. Arrivano con auto e moto (dall’ingresso superiore del parco). E i resti si vedono. «Ogni giorno ci impegniamo a pulire la zona del belvedere, tra panchine piene di bottiglie vuote, cartacce, rifiuti», raccontano i residenti. Anche la fontana storica, costata diverse migliaia di euro per il restauro, è abbandonata: doveva servire come sofisticato impianto di irrigazione, ma non è in funzione, «e non si sa quale sarà il suo uso», continuano. 

L’INSEDIAMENTO ABUSIVO – Dietro le rampe della pista ciclabile, che conducono alla sommità del parco, sono sorte da tempo baracche abusive, che ospitano una ventina di nomadi. Già in estate i cittadini – che dai loro balconi in via Pietro de Cristofaro vedono distintamente le costruzioni in lamiera – denunciano una situazione insostenibile. L’ultimo incendio si è verificato pochi giorni fa, il terzo in breve tempo all’interno del parco. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine. Forse un fuoco per riscaldarsi o per cucinare scaturito da una bombola a gas: «Siamo costretti a respirare questi fumi tossici e ad assistere impotenti a queste scene», raccontano i cittadini. Nella parte alta del parco, inoltre, proprio nei pressi dell’istituto agrario, sorge una piccola baraccopoli abusiva, quella che un tempo chiamavano “il pecoraro”. L’area ospita una cinquantina di famiglie, circondate da recinti con pecore, papere e cani da guardia. I cittadini giurano che stanno lì da oltre 40 anni. Sono state fatte denunce, ma nessuno è mai intervenuto.

AREA GIOCHI ABBANDONATA – Anche il parco giochi per bambini inaugurato da appena 3 anni è abbandonato. I piccoli sono costretti a giocare tra l’erba alta più di un metro, e una situazione igienico sanitaria «oltre il limite immaginabile». Le panchine sono scomparse. Il casotto, sorto come spazio a disposizione dei bambini, è utilizzato come latrina. Qualcuno dice non sia nemmeno accatastato. «Potrebbe essere un punto ristoro, molti hanno fatto richiesta per sistemarlo», spiegano i residenti. Ma di bandi, per ora, neanche l’ombra.


*Il casotto all'interno dell'area giochi per bambini 

PIU’ SICUREZZA - Le recinzioni non bastano, i residenti chiedono le telecamere e un sistema di sorveglianza permanente, attivo anche di notte. I cittadini hanno chiesto e ottenuto un incontro con l’assessore alle Politiche Ambientali, Verde Pubblico e Spazi Pubblici del XIV Municipio, Valeria Pulieri. «Ci hanno assicurato che interverranno. Più che altro, stanno cercando di capire da dove cominciare», commenta Orchidea De Santis, presidente del Comitato Monte Ciocci.

Nel 1976 il Parco Monte Ciocci è stato il set del film di Ettore Scola "Brutti, sporchi e cattivi" con tra i protagonisti Nino Manfredi. Nei giorni scorsi, invece, i cittadini hanno raccolto più di 400 firme e mandato un esposto alla Procura della Repubblica e ai tre Municipi competenti del Parco: il I Municipio, il XIII e il XIV. «È la nostra ultima occasione», spiegano. Come volontari, ogni giorno, si occupano della pulizia dell’area verde: «Dopo 20 anni di battaglie per riaprirlo ci faceva schifo com’era ridotto», conclude De Santis. Così, armati di scopa e paletta, i cittadini si aggirano per il piazzale, specie il belvedere con vista sul Cupolone. «Ma da soli non possiamo fare tutto». 

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