ROMA

Pamela, rabbia ai funerali: «Ti hanno massacrata ma sei viva». Diretta

Sabato 5 Maggio 2018
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Pamela, rabbia e lacrime ai funerali. I familiari: «No a barbarie, giustizia»

Lacrime, abbracci, dediche, striscioni ma anche rabbia per una «morte crudele e ingiusta» ai funerali di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa a Macerata a fine gennaio e fatta a pezzi. Un piccolo corteo funebre ha accompagnato la bara bianca di Pamela fin davanti alla chiesa Ognissanti di via Appia Nuova a Roma dove, poco dopo le 9, è stata aperta la camera ardente e alle 11 si sono svolte le esequie in un giorno di lutto cittadino sia nella Capitale che a Macerata. Dietro al carro funebre la mamma Alessandra, un mazzo di rose rosse in mano, indossa una maglietta rosa con l'immagine della figlia sorridente con una corona in testa e la scritta «da qui nessuno potrà mai portarti via». Ad attenderla amici, parenti, cittadini e un grande striscione rosa, affisso dalle amiche, «Infinitamente... manchi ma ci sei!». E poi, per i funerali, una chiesa gremita. 

Tanto dolore, ma anche una rabbia composta, che ad alcuni ha fatto sussurrare: «Non sono mai stata razzista ma queste storie ti ci fanno diventare». «Questi la devono pagare, magari anche al paese loro». Il messaggio è per i tre nigeriani Innocent Oseghale, Desmond Lucky e Lucky Awelima in carcere per la morte della 18enne. Ad invocare apertamente «giustizia» è stato, poco prima dell'inizio della funzione, Marco Valerio Verni, zio di Pamela e legale della famiglia. «Lotteremo fino in fondo affinché questa ragazza di 18 anni, questa bambina uccisa con delle coltellate, fatta a pezzi e messa in due trolley trovi giustizia. Lo faremo per lei, per la sua famiglia e per tutto il mondo civile perché questa è la battaglia di tutto il mondo civile contro quello della barbarie. Oggi è il giorno del ricordo di Pamela - ha aggiunto - senza offuscarlo con le polemiche. Abbiamo accettato gli omaggi floreali di tutti, abbiamo stretto le mani a tutti». 
 

 

E poi, durante i funerali, lo strazio della madre. «Hai meritato il paradiso e non tutti se lo possono permettere. Anche se ti hanno fatto un male atroce tu sei viva alla faccia di tutte quelle persone che ti hanno massacrata. Questo, amore, non è un addio. Un giorno ci rincontreremo e sarà per sempre. Ciao amore mio, mi manchi da morire. Quello che ti hanno fatto è disumano, è un dolore atroce, è una lama che si conficca nel cuore e te lo spacca a metà». E far sentire il proprio affetto ai genitori della ragazza centinaia di persone che hanno gremito la chiesa. Decine le corone di fiori accanto alla bara bianca, coperta da un cuscino di rose rosse di 'mamma e papà'. Tra queste la corona della sindaca di Roma Virginia Raggi, che arrivando in chiesa ha abbracciato a lungo la madre di Pamela, e quella di Luca Traini, l'uomo che per 'vendicarè la morte della ragazza sparò all' impazzata a Macerata contro alcuni migranti qualche giorno dopo il ritrovamento del corpo fatto a pezzi e messo in due valigie. Fiori anche dall'ambasciata nigeriana, presente alla funzione con un rappresentante che ha portato le condoglianze ai familiari. E dalla comunità terapeutica di Corridonia da cui la 18enne si era allontanata. 

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«Roma è vicina alla famiglia che sta vivendo un lutto, una tragedia davvero molto difficile da superare», ha detto la sindaca Raggi al termine della messa. «La nostra città senza retorica ha vissuto questa tragedia», le parole del sindaco di Macerata Romano Carancini. Tra i politici presenti Maurizio Gasparri, Domenico Gramazio, Stefano Fassina e Giorgia Meloni che su fb ha scritto: «A Dio piccola. Mentre il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, riferendosi ai tre nigeriani, ha detto: »Peccato poterli solo condannare al fine pena«. »Buon viaggio Pamela, vittima della ferocia di chi non merita di essere chiamato uomo. Un fiore e una preghiera per te«, il saluto su twitter del leader della Lega Matteo Salvini.

Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 00:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA