Ossicodone, ecco la nuova droga che si compra con la ricetta: è allarme

Ossicodone, ecco la nuova droga che si compra con la ricetta: è allarme
di Elena Ceravolo
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Domenica 20 Settembre 2015, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 16:20
Sono le pillole a base di ossicodone la nuova “moda dello sballo”, importata dagli Stati Uniti, per giovani e giovanissimi di Roma e provincia. Un principio attivo utilizzato come potente antidolorifico, in particolare per pazienti oncologici, dietro necessaria prescrizione medica ma che, se usato illegalmente, può diventare uno stupefacente di una volta e mezza più forte dell'eroina. Marijuana e alcol possono poi amplificarne gli effetti.



Tre gli spacciatori di super-analgesici bloccati nell'ultimo mese, tutti nell'area nord est della Capitale. Segno, per gli investigatori dell'Arma impegnati sul caso, che proprio da quella zona potrebbe partire un approvvigionamento consistente. L'ultimo è stato fermato l'altra sera sulla strada che porta da Sant'Angelo Romano a Guidonia durante un normale controllo: in auto gli sono state trovate 28 pasticche a base di ossicodone detenute senza alcun titolo. «Le ho comprate» è stata la giustificazione, ma non aveva la necessaria prescrizione medica (né per sé, né per conto di altri). Per i carabinieri della compagnia di Tivoli, che già nelle settimane precedenti si erano imbattuti in altri due casi dello stesso tipo, erano “dosi” pronte il mercato dello sballo: per il giovane, 21 anni, è scattata la denuncia per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.



LE INDAGINI

Un'idea su come si possa arrivare a mettere le mani illegalmente su quel tipo di pasticche gli investigatori dell'Arma, diretti dal capitano Andrea Cinus, hanno cominciato a farsela sulla scorta dei due episodi precedenti. Solo una decina di giorni fa un 24enne, nella zona di Collefiorito, è stato acciuffato subito dopo aver arraffato un ricettario in uno studio medico approfittando di un attimo di distrazione della segretaria. A casa aveva non solo 48 compresse a base di ossicodone, ma anche un secondo blocchetto per prescrizioni e alcuni timbri con intestazioni di diversi studi, sottoposti subito a sequestro per accertare se si tratta di proventi di altri furti o di false riproduzioni.



Un terzo caso era avvenuto a fine agosto, quando i militari hanno fermato un 23enne che aveva appena dato quattro pillole a uno dei suoi clienti abituali, mentre altre dieci sono state trovate in casa sua insieme a tre ricette. Questo tipo di spaccio, del resto, offre larghi margini di guadagno: una scatola da 28 compresse si può acquistare in farmacia a circa 15 euro, ma solo se si ha una ricetta medica, motivo per cui sul mercato dello spaccio i pusher arrivano a incassare tra i 30 e i 40 euro a pillola.