Omicidio Serena Mollicone, la frase choc del padre: «Cercate nel carcere le tracce di mia figlia»

Venerdì 20 Gennaio 2017 di Chiara Rai
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Ingresso cortile ex Carcere di Arce

«Cercate nel carcere di Arce le tracce di mia figlia. Serena è stata trasportata nel boschetto ma non è morta lì». Dichiarazioni shock pronunciate da Guglielmo Mollicone durante una sorta di appello agli inquirenti che potrebbero rivelarsi fondamentali per la risoluzione del caso dell’omicidio di sua figlia, Serena Mollicone, la diciottenne di Arce scomparsa il primo giugno 2001 e ritrovata morta due giorni dopo in un boschetto di Fonte Cupa ad Anitrella. La ragazza è stata trovata legata, imbavagliata e con la testa infilata in un sacchetto di plastica.

 

Il Gip ha di recente concesso nuove indagini e, come asserisce il papà della ragazza uccisa, gli inquirenti sono sulla pista giusta: “Le indagini – prosegue Guglielmo intervistato nella cartolibreria di famiglia dove lavorava anche Serena - sono racchiuse nel raggio della caserma e degli ambienti attigui, la sorpresa maggiore, secondo me, è nel carcere dove Serena ha passato alcune ore o l’intera notte. L’ambiente non è frequentato e quindi potrebbe conservare prove importanti che potrebbero emergere con i potenti mezzi di oggi ”.
Le indagini, quindi, si concentrano sulla caserma e dintorni. L’ex comandante, il maresciallo in congedo Franco Mottola, la moglie e il figlio, rimangono al momento gli unici tre indagati per la morte della studentessa. L’ipotesi di reato è di omicidio volontario e occultamento di cadavere.
 
Il mistero del carcere  Tracce di licheni,  – funghi e alghe spesso dal colore giallastro - secondo indiscrezioni, sarebbero state ritrovate sul corpo di Serena e potrebbero rivelarsi una chiave importante per arrivare alla risoluzione di un giallo rimasto un mistero da oltre 15 anni. Il luogo del carcere, che si trova dietro la caserma è inquietante, lì sono presenti i licheni che invece difficilmente si trovano nel boschetto dove la ragazza è stata trovata morta. In un primo momento i risultati dell’autopsia stabilirono che la ragazza sarebbe morta nella notte tra venerdì e sabato 2 giugno. Quindi l'assassino avrebbe tenuto il corpo nascosto per 24 ore, per poi abbandonarlo nel boschetto sabato notte. Gli abiti asciutti indossati da Serena sembrano confermare che la ragazza non sia morta ad Anitrella dove nella notte di venerdì si era abbattuto un forte temporale. Se la ragazza fosse stata abbandonata nel bosco prima, i suoi abiti sarebbero stati intrisi d’acqua.
 
L’autopsia Intanto trapela qualche indiscrezione in merito l’autopsia sul corpo della giovane, riesumata intorno a marzo scorso,  effettuata dal medico legale Cristina Cattaneo, che per intenderci è la stessa professionista che ha condotto gli accertamenti nel caso di Yara Gambirasio. Sembrerebbe che non ci siano elementi determinanti per arrivare alla risoluzione immediata del caso, anche a seguito di ulteriori analisi operate di recente. E’ chiaro, però, che si continua ad indagare in caserma perché le fotografie che immortalano la ferita alla tempia sinistra della diciottenne sembrano altamente compatibili con  l’urto contro la porta rotta di un alloggio all’interno della caserma dove si presume possa essersi trovata Serena nelle ore precedenti alla sua morte. Inoltre, ricorda Giglielmo Mollicone, la colf dell’epoca spiegò in un verbale che la signora Mottola le chiese espressamente di pulire quell’appartamento con dell’acido muriatico
 

L’intreccio con il caso del brigadiere Le indagini sui due casi sembrano sempre più vicine, quasi a volersi intrecciare. Il carabiniere Santino Tuzi, infatti,  fu trovato cadavere l’11 aprile 2008 all’interno di una Fiat Marea parcheggiata vicino la diga di Arce in località Sant’Eleuterio.  Il brigadiere, pochi giorni prima di uccidersi, aveva riferito agli inquirenti di aver visto Serena entrare in caserma ad Arce alle 11 della mattina di quel venerdì primo giugno. In particolare, Tuzi è stato ascoltato dagli inquirenti il 28 marzo 2008 e poi una seconda volta il 9 aprile 2008. In tali audizioni, Santino ha dichiarato che nella mattina della scomparsa di Serena Mollicone, intorno alle ore 11.00, aveva visto una ragazza del tutto somigliante a quest’ultima in tratti somatici e fattezze entrare nella caserma dei Carabinieiri di Arce, ma non uscirne più, perlomeno sino alle ore 14:00, orario in cui Tuzi staccava dal servizio. Sembrerebbe che Serena, invece che nella stanza dove si stilano le denunce sia stata fatta salire al primo piano, proprio dove si trovava l'appartamento del maresciallo. Gli inquirenti disponevano un confronto tra Tuzi e l’allora Maresciallo Franco Mottola, confronto che non si svolgerà mai in quanto Tuzi è morto prima.

Il parere Secondo la criminologa Roberta Bruzzone è un caso la cui risoluzione si presenta molto difficile: “Oggi qualunque informazione possibile è suscettibile di tante varianti – sostiene Bruzzone – posto che il corpo di Serena sia stato occultato nell’ex carcere, bisogna soprattutto concentrarsi sulla caserma dove si presume la ragazza sia stata uccisa. Sono trascorsi molti anni ma non è detto che la svolta non si celi dietro l'angolo ”

Ultimo aggiornamento: 16:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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