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Roma, neonata morta, indagati tre medici: per il pm rimandarono troppo il cesareo

Roma, neonata morta, indagati tre medici: per il pm rimandarono troppo il cesareo
di Michela Allegri
2 Minuti di Lettura
Giovedì 7 Maggio 2015, 06:07 - Ultimo aggiornamento: 08:39

Un parto cesareo rimandato per troppo tempo, ed eseguito quando era ormai tardi per salvare la piccola Eleonora: la bimba, venuta alla luce all'ospedale "San Pietro Fatebenefratelli" con gravi problemi respiratori, è deceduta a distanza di tre giorni dalla nascita. Ora, per la sua morte, due dottori in servizio presso il nosocomio e un ginecologo privato rischiano di finire a processo per omicidio colposo. Secondo il pubblico ministero Pietro Pollidori, titolare del fascicolo che ha appena notificato ai camici bianchi un avviso di conclusione delle indagini, se l'intervento dei sanitari fosse stato tempestivo e accusato, forse, la bambina si sarebbe potuta salvare.

L'ERRORE

I fatti risalgono all'aprile dello scorso anno. È il 22 del mese quando una giovane neomamma, di 32 anni, si reca al pronto soccorso dell'ospedale di via Cassia. È al termine della prima gravidanza ed è preoccupata: il tempo per partorire è già scaduto da 10 giorni e, nonostante le rassicurazioni dei medici, non sente più movimenti nella pancia. Dopo il triage, la donna attende per tre ore nella sala d'aspetto prima di essere visitata. Il monitoraggio, che rileva i parametri vitali del feto, è negativo. La paziente, quindi, entra in sala operatoria e l'equipe medica procede al taglio cesareo. La neonata nasce in stato gravemente asfittico: è rimasta senza ossigeno per 10 minuti. Sopravvive per tre giorni, fino al 25 aprile: dopo un ricovero d'urgenza al Gemelli, la bimba muore. I genitori, assistiti dagli avvocati Barbara Polzoni e Sabrina Fortuna, sporgono denuncia. Vogliono capire se il decesso della piccola sia stato una tragica fatalità o la conseguenza di una condotta medica imprudente.

L'INDAGINE In Procura scatta un'inchiesta: gli inquirenti iscrivono sul registro degli indagati i componenti dell'equipe che si è occupata della partoriente. Dalle consulenze tecniche emergono responsabilità specifiche. Secondo il pm Pollidori, il ginecologo che ha seguito la partoriente non avrebbe monitorato adeguatamente la gravidanza e non avrebbe consigliato alla degente di anticipare la scadenza naturale del parto.

Sotto accusa, anche due medici del San Pietro Fatebenefratelli che, per il magistrato, non avrebbero agito tempestivamente, procrastinando un intervento da effettuare invece con urgenza. Nei prossimi giorni, gli indagati verranno interrogati in Procura e potranno fornire la loro versione dei fatti.