Nemi, iniziate le immersioni per cercare la terza gigantesca nave di Caligola

Nemi, iniziate le immersioni per cercare la terza gigantesca nave di Caligola
di Chiara Rai
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Partita con grande impiego di mezzi la ricerca della terza nave di Caligola nei fondali del lago di Nemi: la terza, enorme, nave che presumibilmente l’imperatore romano fece costruire insieme alle altre due, ritrovate poi durante il Ventennio fascista. Una caccia al sogno a cui in molti hanno dato fiducia: la storia ci racconta che la nave potrebbe esitere ma adesso bisogna trovarla. 

Tutti schierati oggi per dare il via a due giornate di immersioni “monitorate” da tutte le istituzioni. La comunità scientifica infatti, auspica di assistere a una delle più importanti scoperte del mondo. Presenti al centro pesca di Carlo Catarci, Luigi Dattola, direttore Arpacal, i sub dei carabinieri nucleo sommozzatori di Roma e provincia, il comandante della Guardia Costiera Roma e Provincia di stanza a Fiumicino Fabrizio Ratto Vaquer, il sindaco di Nemi Alberto Bertucci, l'architetto genzanese fautore del progetto Giuliano Di Benedetti, altri esperti di archeologia della zona e la direttrice del polo museale Lazio Edith Gabrielli. E naturalmente Polizia Locale di Nemi e Carabinieri presenti per garantire la sicurezza.

Lo strumento
Innegabilmente una imponente “caccia al tesoro” che vede l’ausilio di uno strumento "ecoscandaglio" messo a disposizione dall’Arpacal - Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria.  Si tratta di un "side scan sonar" e un "sub bottom profiler", che consentono di individuare gli oggetti sommersi. Una dotazione senza la quale non si riuscirebbe a vedere nulla,  dal momento nel lago c’è un’alta concentrazione di limo.

Le ricerche
Le ricerche, che andranno avanti fino al prossimo 12 aprile, sono state ufficialmente avviate a giugno del 2016 quando l’amministrazione guidata dal sindaco Alberto Bertucci ha deciso di sostenere l’ipotesi dell’esistenza di una terza imbarcazione, lunga oltre 70 metri e che si troverebbe ancora sul fondale del bacino lacustre. Questa ipotesi è stata avanzata dell’architetto di Genzano Giuliano Di Benedetti. Quest’ultimo è l’uomo che per primo ha portato al primo cittadino “prove” storiche che Caligola fece costruire tre navi sul lago di Nemi e non solo le due recuperate durante il ventennio fascista e poi andate distrutte da un incendio durante la seconda guerra mondiale. A Nemi infatti c’è un Museo che conserva delle riproduzioni delle navi, pannelli illustrativi, il materiale scampato all'incendio e reperti del Tempio di Diana.
 

 

Dove si cerca la nave?
Di Benedetti è arrivato ad esporre la tesi della "terza nave" seguendo, passo passo, le tracce del passato. L’architetto ha spiegato che i primi che hanno indagato su quella che era ritenuta la nave di Tiberio hanno eseguito i loro tentativi di recupero su una nave, un vero e proprio palazzo galleggiante utilizzato anche per leggendarie feste,  che era inclinata e addossata alla costa del lago che "guarda a levante" cioè dalla parte opposta a quella dove furono rinvenute le altre due. È proprio lì che si concentreranno le ricerche per verificare quella costa già perlustrata da Leon Battista Alberti nel '400, da Leonardo da Vinci e da Francesco De Marchi nel '500 e da Annesio Fusconi nel 1827.

Le due navi recuperate Negli anni 30, attraverso un opera di alta ingegneria idraulica per l’epoca, il Lago di Nemi venne  parzialmente prosciugato per consentire il recupero delle prime due navi romane risalenti all’epoca dell’Imperatore Caligola. Grazie a questo rinvenimento, si evidenziò quanto l’ingegneria navale romana fosse all’avanguardia. 

Mercoledì 5 Aprile 2017, 18:39 - Ultimo aggiornamento: 7 Aprile, 12:49
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