Lo chef della Prova del Cuoco che denunciò la mafia: «Mi hanno tolto la scorta»

Lo chef Natale Giunta, beniamino della Prova del Cuoco
di Alessia Marani
Dalla Prova del cuoco a quella del fuoco, col rischio di rimanere “bruciato” nella guerra di mafia palermitana. Natale Giunta, lo chef siciliano che per anni è stato accanto ad Antonella Clerici nel popolare programma tv di RaiUno, diventandone un campione, è appena rimasto senza scorta, senza alcuna protezione personale nonostante nel 2013 denunciò con grande coraggio i “padrini” di Cosa Nostra che si erano presentati al suo ristorante per chiedere il pizzo.

«Ora i detenuti ti guardano in Tv, devi metterti a posto, non paghi nessuno, devi mandare a loro dei soldi», la loro richiesta a cui seguirono mesi di avvertimenti e minacce. Messaggi lasciati sul parabrezza dell’auto («mettiti apposto un fari u sbirru pichi ti finisci mali»), il furgone del catering incendiato, le porte del ristorante danneggiate, il cane sparito nel nulla, tanto per citare alcuni degli episodi denunciati.   

Grazie alle sue dichiarazioni finì dietro le sbarre Antonino Ciresi, 70 anni suonati, braccio destro di Alessandro D’Ambrogio, reggente del mandamento di Porta Nuova e i carabinieri “in ascolto” di un colloquio tra il boss e il figlio in carcere scoprirono l’esistenza di un patrimonio di 40 milioni di euro, fino ad allora sconosciuto, poi sequestrato. «Sono uno chef e non un professionista dell’antimafia, non ho mai alzato vessilli o bandiere per quel che ho fatto - protesta Giunta - Per quattro anni ho avuto la scorta, per tre mi è stata garantita la sicurezza anche negli spostamenti fuori dalla Sicilia, poi solo nella regione. Infine, la doccia fredda: l’altra mattina mi chiama l’ufficiale del Nucleo scorte per avvisarmi che da quel momento io non ero più sotto la loro protezione. Nessuna motivazione. Solo un anno fa - aggiunge lo chef palermitano - nel marzo 2017, mi venne consegnato dalle onoranze funebri un proiettile che io subito consegnai alle forze dell’ordine. Non ho chiamato i giornali per parlare del dramma che vivevo, non ne ho fatto pubblicità, non mi interessava. Io ho sempre e solo pensato a fare bene il mio lavoro confidando che anche le autorità facessero il loro. Invece oggi mi trovo abbandonato. Soprattutto ho di nuovo paura. Io ci ho messo la faccia: ho riconosciuto quel pregiudicato nel confronto all’americana, sono andato a testimoniare al processo, sulla mia denuncia si è basato l’impianto accusatorio. E ora? Eccomi di nuovo in balìa di questa gente». Il calvario per il “maestro dei fornelli” inizia il 5 marzo del 2012.

Venne Ciresi in persona, che è uno super-pericoloso, già comparso nel maxi processo a Totò Riina, me lo presentò una persona. Erano in tre - racconta Giunta - mi rimproverarono perché non avevo chiesto alcuna autorizzazione per aprire le mie attività imprenditoriali (catering presso il bar del Teatro Massimo, ristorante presso il Castello a Mare e uffici in via Albanese, ndr), pretendendo una somma per il sostentamento dei detenuti da versare a Pasqua e a Natale. Poi tornarono per dirmi che la mia situazione si era messa davvero male, che la mia vita era in pericolo. L’ultima volta, quando ci hanno riprovato, c’erano le microspie dei carabinieri a registrare tutto». Il giudice Giuliano Castiglia nella sentenza di condanna parla di Ciresi come di un personaggio di «particolare pericolosità sociale risultante tra l’altro dalla recidiva in reati riconducibili alla sfera di interesse dell’organizzazione mafiosa Cosa Nostra». «E tu Stato che fai? Mi togli la scorta? E solo ora, dopo che mi sono appellato al comandante provinciale dell’Arma a Palermo, mi vieni a dire che potrò contare su un servizio di tutela a chiamata? Sì, proprio così. Quando vorrò uscire a bordo della mia auto potrò chiamare in sala operativa e avere, a seconda delle disponibilità, una volante della polizia o una macchina dei carabinieri che mi segue lungo il tragitto. Lo ritengo assurdo, un palliativo, oltretutto in danno al servizio quotidiano di controllo del territorio». 
Giovedì 7 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 09-06-2018 10:49

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5 di 6 commenti presenti
2018-06-08 22:50:20
Vorrei capire questo signore ,quando letto Natale Giunta, lo chef siciliano che per anni è stato accanto ad Antonella Clerici nel popolare programma tv di RaiUno, diventandone un campione, è appena rimasto senza scorta,  Chiedo stando con questa signora in tv per anni senz'altro sara' stato ben pagato con centinaia di migliaia di euri ,non credo sia li gratuitamente anche se detto programma era uno dei tanti che non serve a nulla Certo non sara' stata la signora clerici e detto fortunato signore che ci dicevano come cucinare e cosa cucinare ,pensate veramente che dettta signora era in grado di cucinare , ma va forse un uovo al tegamino lo sapeva fare Detto cio' non si puo pretendere che tutti siano scortati Essendo lui benestante provveda lui a sue spese alla sua protezione personale E' anche vero che detto discorso va fatto anche a tutti i giornalisti, parlamentari ex parlamentari che godono di scorte Pensate , un certo signore ultra miliardario che per 20 anni ci ha … per il c. condannato ebbene noi tutti dobbiamo pagare le tasse per mantenegli scorte e auto blu a non finire e allora pensate che questo sia normale' ? PERCHE' NON PROVVEDA A SUE SPESE A TUTTO CIO' ma quando finira' questo schifo ,questi privilegi di detta casta di politici attuali, e presenti giornalisti e altre centinaia di categorie Cosa non va per non inserirlo
2018-06-08 20:23:54
sestavamejoquanno magari se lo chiedi a salvini invece che al pres. della repubblica? sai salvini in sicilia ha detto che il problema in quella terra e' l'immigrazione clandestina! sparate post senza senso se non quello di sviare responsabilita'!
2018-06-08 11:15:41
Cosa pretende non è mica un "eroe raccomandato" come Saviano ? Solo gli "allineati" hanno questo privilegio.
2018-06-08 09:16:10
Se le cose stanno davvero cos√¨, siamo di fronte ad un episodio di una gravit√† inaudita, nel quale lo Stato praticamente si schiera coi mafiosi e abbandona le vittime al loro destino. Poi per√≤ tutti a riempirsi la bocca dicendo alla gente di denunciare e di ribellarsi ai soprusi. Dopo per√≤ lo Stato non ti tutela. Dopo per√≤ se ti difendi da solo, passi una marea di guai. E' cos√¨ che si tutelano i propri cittadini e che si vuole garantire la legalit√†? Presidente Mattarella, non ha nulla da dire in proposito? Non √® molto pi√Ļ grave questo fatto piuttosto che un Savona al Ministero dell'Economia?
2018-06-08 07:36:41
questo è un caso di diritto alla scorta, è da segnalare..non gli ex parlamentari....che hanno pure i soldi per pagarsela eventualmente
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