Multe annullate, il trucco delle finte auto della polizia per insabbiare le pratiche

Multe annullate, il trucco delle finte auto della polizia per insabbiare le pratiche
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Venerdì 4 Dicembre 2015, 08:36 - Ultimo aggiornamento: 08:35

L'INDAGINE
Per agevolare amici e conoscenti, avrebbero escogitato un sistema semplice ma sofisticato. I tre ex dirigenti e le due funzionarie dell'Ufficio Contravvenzioni di via Ostiense, indagati per falso ideologico, abuso d'ufficio e truffa, non si sarebbero limitati a eliminare una sfilza di sanzioni dal terminale informatico, facendole sparire nel nulla. Potrebbero anche aver archiviato centinaia di verbali servendosi di un escamotage: facendo passare i veicoli multati come intestati a soggetti istituzionali, o come automobili impiegate da appartenenti alle forze dell'ordine e utilizzate per operazioni di polizia giudiziaria.
I mezzi in questione, infatti, se utilizzati per motivi di lavoro, sono esenti da sanzioni, ma l'iter procedurale prevede che venga effettuata prima un'istruttoria. Il sospetto degli inquirenti, è che i nominativi di una sfilza di privilegiati siano stati inseriti abusivamente nelle liste di archiviazione attraverso istanze basate su giustificazioni false. È quanto dovranno appurare gli agenti del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza che, tre giorni fa, hanno perquisito le abitazioni e le sedi lavorative degli indagati, acquisendo atti e documenti sospetti. Le Fiamme Gialle stanno ora lavorando per ricostruire il giro d'affari e, attualmente, il valore complessivo delle multe depennate in modo ambiguo sfiora i 10 milioni di euro. La cifra, però, è destinata a ridimensionarsi. Gli investigatori dovranno infatti passare al setaccio tutti quanti i verbali, e verificare le giustificazioni che hanno portato a dichiarare errata la sanzione poi annullata.
L'ESCAMOTAGE
L'inchiesta, coordinata dal sostituto Francesco Dall'Olio, ricorda quella della pm Laura Codemi, culminata nel 2013 con l'arresto di due funzionari di via Ostiense e con l'iscrizione sul registro degli indagati di altre 8 persone. In quel caso, infatti, era emerso che tre vigili avrebbero agevolato 5 privati cittadini, annullando una sfilza di multe elevate nei loro confronti. Il modus operandi era il seguente: i nominativi dei privilegiati venivano inseriti nelle liste riservate alle contravvenzioni da dichiarare “improcedibili” perché relative a soggetti istituzionali e appartenenti alle forze di polizia.
Nella nuova inchiesta risultano indagati Patrizia Del Vecchio, Paola Sbriccoli, Pasquale Pelusi e due segretarie dell'ufficio. La Del Vecchio, soprannominata “Zarina”, è l'ex direttore del dipartimento Risorse Economiche ed è stata trasferita alla Cultura. La Sbriccoli, invece, è l'ex vertice dell'Ufficio servizi informativi e tecnologici, ora distaccata al Patrimonio. Pelusi, infine, era alla direzione dell'Ufficio Contravvenzioni. Era stato il grande accusatore della prima inchiesta che ha travolto la sezione di via Ostiense. Nel 2013 aveva registrato con un cellulare un funzionario, poi arrestato, mentre ammetteva di aver cestinato centinaia di relate di notifica di multe.
Mic. All.
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