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Metro A, Atac ai feriti russi: «Pronti a pagare i danni»

Giovedì 25 Ottobre 2018 di Lorenzo De Cicco
Metro A, Atac ai feriti russi: «Pronti a pagare i danni»
La lettera è stata spedita all’ambasciatore della Russia ieri mattina. C’è la firma del presidente e ad di Atac, Paolo Simioni, che garantisce ai tifosi del Cska Mosca che la società del Campidoglio è pronta «all’avvio delle previste tutele assicurative» per chi è rimasto ferito sulle scale mobili impazzite della metro Repubblica. La municipalizzata è disponibile a risarcire i danni, sfruttando le polizze attivate di routine per i passeggeri dei mezzi pubblici. Le cure mediche per i 24 feriti, trapela da fonti ospedaliere, avrebbero già superato i 100mila euro di costi, soprattutto per i 3 tifosi operati per lesioni gravi, due in codice rosso e uno in codice giallo.

«FATTI INACCETTABILI»
All’ambasciatore russo Sergey Razov, il presidente dell’Atac ha espresso il suo «profondo dispiacere per l’accaduto». E lo ha informato «che l’azienda ha già provveduto ad attivare una commissione d’indagine per chiarire la dinamica dell’evento». Ai passeggeri travolti da quell’improvvisa slavina di metallo che ha accartocciato le scale mobili prima della partita di Champions contro la Roma, Simioni ha fatto arrivare, tramite l’ambasciata, «auguri di pronta guarigione». Ma la società del Campidoglio non si fermerà qui. «Siamo a disposizione - aggiunge Simioni all’ambasciatore - per quanto nelle nostre possibilità, per alleviare i loro disagi. Forniremo qualunque informazione e dettaglio necessari ai fini dell’avvio delle previste tutele assicurative per i suoi connazionali rimasti coinvolti». Si tratta, spiegano fonti di via Prenestina, delle coperture per il risarcimento dei danni ai passeggeri. «Fatti del genere sono inaccettabili», ha detto poi Simioni in una dichiarazione.

Nel frattempo vanno avanti le indagini. Nella commissione d’inchiesta dell’Atac sono stati designati anche gli esperti del Ministero dei Trasporti, in arrivo dall’Ustif (l’ufficio speciale trasporti a impianti fissi). Insieme alla Procura, che procede per disastro colposo, le due indagini dovranno capire cosa ha mandato in crisi le scale mobili, non particolarmente datate e controllate meno di un mese fa dalla ditta esterna di manutenzione.
IN TILT
Per Roberto Cuccioletta, esperto di scale mobili dell’Ordine degli Ingegneri di Roma, «anche se si fosse spezzato qualcosa, la scala avrebbe comunque dovuto bloccarsi. C’è un dispositivo di frenata che evidentemente, in questa stazione della metro A, non ha funzionato». Quanto ai presunti salti dei tifosi, gli impianti di questo tipo, spiega l’esperto, «sono testati per sopportare carichi fino a sette volte la capienza normale». Insomma, anche se ci fosse stato qualche scossone, sarebbe stato solo «l’ultima goccia» su una struttura già sinistrata. 
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