Delitto Vannini, la famiglia scende in piazza: «Vogliamo verità per Marco»

Marco Vannini
di Jacopo G.B.
Tornano nuovamente in piazza gli amici e la famiglia di Marco Vannini, il giovane ucciso il 17 maggio 2015 a Ladispoli all’età di 20 anni, mentre si trovava nella vasca da bagno della sua abitazione, raggiunto da un colpo d’arma da fuoco sparato dal padre della fidanzata. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il ragazzo morì dopo 3 ore di agonia. Una manifestazione, convocata per giovedì 17 maggio in cui ricade il terzo anniversario della morte del giovane, che si preannuncia molto partecipata e che partirà alle ore 21 da piazza Aldo Moro a Cerveteri.

«Non abbiamo ritenuto corretta la sentenza del giudice che ha drasticamente diminuito la pena richiesta dal pubblico ministero, assolvendo tra l’altro la quinta persona presente quella notte durante l’omicidio», dice Marina, la mamma di Marco. «Per questo abbiamo scelto l’hashtag #noninmionome proprio per sottolineare che per tutti noi questa sentenza è ingiusta. Noi non molliamo mai, mio figlio Marco aspetta ancora il fiore della giustizia», aggiunge.



Sono tanti i post di vicinanza alla famiglia, pubblicati soprattutto su Facebook nel gruppo pubblico "Giustizia e verità x Marco Vannini" che conta ormai quasi 45 mila aderenti. Ogni giorno, soprattutto a ridosso della data dell’anniversario, vengono pubblicati messaggi di affetto, fotografie del ragazzo ucciso, poesie e immagini risalenti alle passate manifestazioni in ricordo di Marco, come quella che fu organizzata nel 2015. Alla manifestazione parteciperanno anche diversi sindaci dei comuni limitrofi. Non solo il Sindaco di Cerveteri, ma anche quello di Ladispoli, di Manziana e di Bracciano. In contemporanea alla manifestazione principale in cui parteciperanno tutti i familiari, sono stati organizzati diversi presidi in diverse piazza di altre città, tra cui Roma, a Piazza Cavour, di fronte alla Cassazione. Punti di incontro anche a Cagliari, a Milano, a Bologna, ad Arezzo ed a Reggio Calabria. Hanno aderito amici, parenti, ma anche persone che hanno preso a cuore la battaglia della famiglia Vannini, della mamma Marina e del papà Valerio, tutti uniti per chiedere giustizia e verità per Marco.

Lo scorso 21 marzo la Procura aveva chiesto cinque condanne: 21 anni per il capofamiglia Ciontoli, sottufficiale della Marina Militare, 14 anni per la moglie Maria Pezzillo e i due figli, Martina (fidanzata di Vannini) e Federico. Tutti accusati di concorso in omicidio volontario. Per Viola Giorgini, la fidanzata di Federico Ciontoli, l’accusa aveva chiesto due anni di carcere (con sospensione della pena) per omissione di soccorso. Il 18 aprile i giudici della prima corte d’Assise di Roma si sono espressi in maniera differente: 14 anni per omicidio volontario ad Antonio Ciontoli, tre condanne per tre anni per omicidio colposo alla moglie e ai figli ed una assoluzione per la fidanzata di Federico, Viola.


 
Mercoledì 16 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 21:37

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5 di 6 commenti presenti
2018-05-17 08:36:14
Ma se ci sono dei condannati per omicidio non capisco cosa vuol dire che vogliono la verità. Boh
2018-05-17 07:03:54
Chi ha detto che la giustizia è uguale per tutti ? In questo caso è palesemente emersa la compiacenza del giudice,che ha preso atto dell'appartenenza alla marina dell'assassino !
2018-05-16 20:27:49
Non √® un omicidio accidentale... questa famiglia ha un padre guru che segue ciecamente... Marco evidentemente anche per stupidi motivi si √® messo contro il padre capo... la fidanzata, intercettata, dice chiaramente:"Ho visto pap√† sparare a Marco!" poi soggiunse:"Pu√≤ essere che Marco (sparato da pap√†) sia diventato una specie di eroe..." Una lucida follia che la dice lunga sul grado di sudditanza assoluta di tutta la famiglia verso il suo "dio"... Marco poi urla:"Scusa...scusa!" Evidentemente lo grida al capo sperando di essere salvato... Ma questa setta, agli ordini del guru, aspetta che Marco cada per poi rigirarsi la frittata dopo morto.. lo spogliano e gli fanno fare un bagno... il luogo del crimine deve essere quello perch√© l√¨ si conservava la pistola... il Ciontoli padre sa rigirarsi bene con il suo grado di agente segreto sulle persone e inquirenti... ma non va come vorrebbe... per sparare con una pistola bisogna scarellarla e poi puntarla e sparare... e il grilletto non √® leggero... assurdo giocare poi con una pistola carica... anche un bambino delle elementari lo sa... questa famiglia pi√Ļ che una famiglia √® una setta vera e propria demoniaca... formata a immagine e somiglianza del guru gigante... i giudici non l'hanno capito ma questo in Italia √® normale...
2018-05-16 20:27:41
La giustizia in Italia è un fallimento totale,serve con il nuovo governo un cambio radicale di questo organo dello stato che è ormai è fatiscente....
2018-05-16 19:13:45
Anche senza verita' ergastolo al padre e 20 anni ai familiari va bene lo stesso
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