Mafia Capitale, chiesta desecretazione dei 101 nomi. Martedì le prime udienze

Mafia Capitale, chiesta desecretazione dei 101 nomi. Martedì le prime udienze
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Sabato 21 Novembre 2015, 00:06 - Ultimo aggiornamento: 3 Novembre, 08:45

Il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone ha chiesto la desecretazione, anche parziale, della relazione della commissione prefettizia contenente tra l'altro i nomi di 101 dirigenti e funzionari del Comune di Roma che sarebbero stati 'attenzionatì nell'ambito di Mafia Capitale. La risposta del prefetto dovrebbe arrivare nel giro di un paio di giorni.

La richiesta di desecretare il dossier - come anticipato oggi da «Il Fatto Quotidiano - permetterà, una volta ottenuta, di includere la relazione nel maxiprocesso contro Massimo Carminati e Salvatore Buzzi che si apre giovedì prossimo e vedrà sul banco degli imputati quasi 50 persone, politici compresi.

Con la settimana che si apre comincia la stagione dei processi e anche delle prime sentenze per l'inchiesta Mafia Capitale condotta dalla procura di Roma. Giovedì prossimo 5 novembre nell'aula Occorsio del Tribunale l'indagine su Mafia Capitale che ha terremotato i palazzi della politica all'ombra del Campidoglio arriva al vaglio dei giudici.

I numeri sono quelli di un maxiprocesso: 46 in totale gli imputati raggiunti nei mesi scorsi dal giudizio immediato chiesto ed ottenuto dai pm guidati da Giuseppe Pignatone. Mentre per martedì 3 novembre sono attese le prime sentenze per quattro imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Si tratta di Emilio Gammuto, Emanuela Salvatori, Raffaele Bracci e Claudio Gaudenzi. Ma tutti i riflettori sono puntati sul maxiprocesso che si apre giovedì: tra gli imputati tutti i nomi eccellenti che in questi 10 mesi, dagli arresti del dicembre scorso, hanno sconvolto la cronaca giudiziaria romana.

I giudici della X sezione penale chiameranno per la prima volta all'appello anche per Massimo Carminati, l'ex terrorista nero ritenuto da chi indaga il vero capo del clan. Con lui a processo anche Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative e, per l'impianto accusatorio, il braccio operativo del gruppo criminale che negli ultimi anni è riuscito ad infiltrarsi nella macchina organizzativa e burocratica del Comune di Roma per ottenere appalti e commesse milionarie. I due, per motivi di sicurezza, non potranno essere fisicamente in aula per tutta la durata del processo. Associazione per delinquere di stampo mafioso l'accusa che il procuratore aggiunto Michele Prestipino e i sostituti Paolo Ielo, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini contestano ad un cospicuo numero di imputati tra cui l'ex ad di Ama, Franco Panzironi, ritenuto da chi indaga una sorta di cerniera tra il mondo della politica e gli affari del clan quando a guidare l'amministrazione comunale era Gianni Alemanno.

Tra i reati contestati agli imputati anche corruzione, usura, turbativa d'asta ed estorsione. Tra gli imputati anche Luca Odevaine, già membro del tavolo nazionale per l'immigrazione, l'ex capogruppo di Forza Italia alla Regione Lazio Luca Gramazio e l'ex presidente dell'assemblea capitolina Mirko Coratti. Dopo la prima udienza il processo si trasferirà nell'aula bunker di Rebibbia dove, secondo un primo calendario stilato dal presidente di sezione, Rosanna Ianniello, potrebbero andare in scena anche quattro udienze a settimana per un totale, fino a luglio, di 136 date.

A Rebibbia il procedimento entrerà presto nel vivo con le audizioni dei primi testimoni. La lista stilata dalla procura comprende una sessantina di persone e, oltre alle forze dell'ordine, ci sono nomi eccellenti, indagati di peso ed ex politici di spicco. Si va da Roberto Grilli, il narcotrafficante che con le sue dichiarazioni al pm Cascini, nel 2012, ha dato il là alla maxi indagine su Carminati e soci, fino a Marco Mario Milanese. Quest'ultimo ex deputato di Forza Italia e consigliere politico dell'ex ministro Tremonti.

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