Mafia, la richiesta del consigliere Atac a Buzzi: «Comprami casa»

Domenica 14 Dicembre 2014 di Lorenzo De Cicco
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Un appartamento di 50 metri quadri a un ex consigliere di amministrazione dell'Atac in cambio di favori. A fare da ponte tra il boss di Mafia Capitale, Massimo Carminati, e l'ex dirigente della municipalizzata dei trasporti è ancora una volta lui: Salvatore Buzzi, il capo della Cooperativa 29 giugno accusato dagli inquirenti di essere il braccio operativo dell'ex terrorista nero, il volto presentabile da ex detenuto riabilitato che poteva manipolare politici e amministratori.

L'INTERCETTAZIONE

Nell'informativa del Reparto operativo speciale dei Carabinieri si legge che Andrea Carlini, fino al 2013 membro del Consiglio di amministrazione dell'Atac, avrebbe «chiesto a Buzzi di acquistare in suo favore un appartamento da 50 metri quadri». Il motivo della richiesta è ora al vaglio degli inquirenti, i favori che il manager avrebbe potuto elargire nell'ordinanza non vengono «precisati». Ma i Ros scrivono che le elargizioni sarebbero state «funzionali a ottenere illeciti vantaggi» alla cooperativa di Buzzi «in procedimenti pubblici amministrativi».

LA LITE

Il nome di Carlini, membro della Direzione regionale del Pd Lazio, era comunque tenuto in considerazione dalla banda Carminati, tanto che lo stesso capo della cooperativa 29 giugno parla di «ricucire» il rapporto con lui dopo alcune incomprensioni e un feroce litigio telefonico, con Carlini che manda a quel paese Buzzi, e l'interlocutore che reagisce minaccioso: «Dimmi dove sei che ti spacco il c... subito! Il vaffanc... a me te lo rimangi, hai capito? Testa di c... indegna».

Ma è una lite estemporanea. «Non sono tuo nemico», scrive poi Carlini in un sms. E Buzzi risponde: «Nemmeno io il tuo».

Della richiesta di acquistare l'appartamento era informato lo stesso Carminati. In un'altra intercettazione di marzo 2014 infatti è Buzzi ricorda al boss delle pretese immobiliari dell'ex consigliere Atac. E il Cecato sembra dare l'avallo all'operazione: «Guarda. A me basta che me fai tutto... E io te faccio tutto».

«MI COMPRO CHIUNQUE»

Nelle carte dell'inchiesta spunta anche la conversazione sull'acquisto di un altro appartamento. In una intercettazione negli uffici della Cooperativiva, a via Pomona, Buzzi dice ai suoi sodali: «Sò tutti corrotti, non l'hai capito?». Poi millanta addirittura di voler comprare un appartamento a un altro politico, stavolta si tratterebbe del consigliere comunale del Pd Pierpaolo Pedetti, presidente della Commissione Patrimonio e Politiche Abitative del Campidoglio. «La prossima settimana vado a pranzo con Carlini e Pedetti - dice Buzzi - mi compro pure lui, gli compreremo casa».

Pedetti però non è indagato a nessun titolo nell'inchiesta su Mafia Capitale, tanto che gli stessi investigatori del Ros nelle carte dell'inchiesta specificano che «non è chiaro se il secondo appartamento fosse destinato a Pedetti». E ieri il consigliere del Pd ha voluto ribadire la sua totale estraneità: «Da parte mia e della Commissione che presiedo non vi è stato alcun favoritismo alla Cooperativa 29 giugno».

Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre, 09:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA