Mafia capitale, il pm: «Tutti consapevoli di far parte di una banda organizzata»

Mercoledì 12 Aprile 2017
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I pm durante la requisitoria

Tutti colpevoli, tutti consapevoli di far parte di un'organizzazione, dove «l'apporto di Carminati con la sua
riserva in termini di violenza consente a Buzzi di azionare il sistema intimidatorio con la Pubblica amministrazione». Lo ha detto il pm Luca Tescaroli nel corso della seconda giornata di requisitoria nel maxi processo a Mafia Capitale nell'aula bunker di Rebibbia. Per il rappresentante dell'accusa «gli imputati sono consapevoli di far parte di una struttura organizzata che, con una sistematica attività corruttiva, ha condizionato gli appalti».

Tescaroli ha ricordato come «l'elemento caratterizzante dell'organizzazione è la fusione tra articolazioni diverse,
quella di Massimo Carminati e quella di Salvatore Buzzi». Carminati con la sua «riserva di violenza» appunto, Buzzi con il «capitale istituzionale e i rapporti con la 'ndrangheta. Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero sono referenti della 'ndrangheta a Roma e sono inseriti a pieno titolo nell'organizzazione romana».

E ancora: Luca Gramazio e Franco Panzironi hanno messo «al servizio» dell'associazione di stampo mafioso, capeggiata da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, la loro funzione istituzionale, ancora il pm Luca Tescaroli. «Gramazio - ha detto il pm - prima nella veste di consigliere comunale in Campidoglio e poi come consigliere regionale alla Regione Lazio ha posto al servizio del sodalizio criminoso le sue qualità istituzionali. Ha svolto una funzione di collegamento tra l'organizzazione criminosa, la politica e le istituzioni, elaborando
assieme a Fabrizio Franco Testa, e agli stessi Buzzi e Carminati, le strategie di penetrazione della Pubblica amministrazione, intervenendo direttamente o indirettamente nei diversi settori di interesse
dell'associazione». Gramazio «era pienamente cosciente dell'apporto che forniva al sodalizio - ha aggiunto - e a conoscenza delle dinamiche interne all'organizzazione». Questo il ruolo di Gramazio al servizio di Carminati e Buzzi. Ma anche Panzironi ha fornito uno «stabile contributo» all'associazione. L'ex ad di Ama «ha posto al
servizio del sodalizio - ha sottolineato Tescaroli - il diretto accesso con il sindaco Alemanno e ha fornito uno stabile contributo per l'aggiudicazione di appalti pubblici e per lo sblocco dei pagamenti in favore delle imprese riconducibili all'associazione».

«L'assenza di incontri diretti tra Panzironi e Carminati non è significativa per l'accusa - ha detto il pm - Ci sono invece contatti telefonici e di persona tra Panzironi e Buzzi che tempestivamente e puntualmente riferiva a Carminati quanto veniva effettuato. I pagamenti della corruzione a Panzironi sono conosciuti e autorizzati
da Carminati che, quindi, era pienamente al corrente di queste remunerazioni. Esistono poi granitiche risultanze probatorie che dimostrano come Panzironi abbia continuato ad esercitare il potere anche dopo aver cessato il ruolo di ad di Ama nell'agosto del 2011».

L'atto d'accusa riprenderà il 26 aprile, non è escluso che le richieste vengano formalizzate nell'udienza fissata per il 27 aprile. Intanto, è stato delineato il calendario anche per gli interventi delle parti civili e delle difese.
I giudici della X sezione penale hanno riservato gli interventi dei difensori di parte civile per le udienze del 2, 3 e 4 maggio. Le difese entreranno in scena l'8 maggio e secondo quanto stabilito ogni settimana saranno affrontate 12 posizioni. L'auspicio del tribunale è di arrivare a giugno con le sole posizioni degli imputati-chiave da affrontare. Il 5 e il 6 giugno, in particolare, sono previsti gli interventi dei difensori di Salvatore Buzzi mentre il 12 e 13 giugno toccherà agli avvocati di Massimo Carminati. Se il calendario non verrà modificato la sentenza potrebbe arrivare nella prima metà del mese di luglio.
 

Ultimo aggiornamento: 13 Aprile, 14:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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