Roma, ucciso dopo il festino, la trappola mortale con un sms: «Vieni, ti diamo 120 euro»

Roma, ucciso dopo il festino, la trappola mortale con un sms: «Vieni, ti diamo 120 euro»
di Paola Vuolo
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Martedì 8 Marzo 2016, 08:27 - Ultimo aggiornamento: 08:30


«Ci sono soldi per te». Sono le 8.30 di venerdì mattina, Marco Prato invia dal suo cellulare questo messaggio a Luca Varani. È la prima esca della trappola di morte che l'organizzatore di eventi gay di 29 anni e l'amico Manuel Foffo di 30, hanno preparato nel delirio dei giorni che avevano trascorso a imbottirsi di droga alcol e psicofarmaci. I due si erano chiusi nell'appartamento di Manuel al Collatino, mercoledì scorso decisi a strafarsi, una sfida con loro stessi. Volevano scoprire fino a che punto erano capaci di arrivare una volta liberi da ogni inibizione. Avevano sniffato, bevuto e ingoiato psicofarmaci per due giorni interi, ed erano usciti dalla casa di via Igino Giordani senza più cuore nè cervello, ma con l'ossessione di uccidere qualcuno. Avevano vagato in cerca di una vittima, ma non erano riusciti a trovarne una. Poi Marco Prato dice di sapere dove cercare la persona da sacrificare.

LA VITTIMA
La vittima ideale, è Luca Varani, 23 anni, nato a Sarajevo, adottato da un ambulante romano che vende stoffe per tappezzeria. Il giovane lavorava nell'officina di un carrozziere e aveva una fidanzata, ma si faceva anche pagare per avere incontri sessuali. Marco gli invia il primo sms. «Vieni che c'è roba e soldi per te». Luca risponde subito: «Quanti?». Marco: «120 euro». «Luca: «Dove ci vediamo?». Marco: «Ho una casa una casa a disposizione tutta per noi in via Igino Giordani».Luca Varani stava andando incontro alla morte. La trappola era scattata. Con cinque brevi messaggi che promettevano soldi e sesso facile.


 
GLI AMICI
Marco non aveva parlato della presenza di Manuel Foffo a Luca. Probabilmente per non insospettirlo, Manuel e Luca non si erano mai visti prima. E lo stesso Marco si era incontrato con Manuel dopo un bel po' che non si vedevano. Manuel amava le donne, ma aveva anche esperienze omosessuali. Marco lo aveva cercato qualche giorno prima inviandogli un sms: « Non ti sei fatto più sentire, come mai?». Manuel gli aveva risposto, i due si erano rivisti e durante quel loro incontro avevano progettato di strafarsi «per vedere l'effetto che fa». Ci voleva molta cocaina e molti soldi per comprarla. Circa 1.500 euro, Manuel non aveva difficoltà a trovarli. La sua è una famiglia benestante, i genitori lavorano nel campo della ristorazione e sono separati. La madre abita nello stesso palazzo di Manuel, al piano di sotto. «Lui si prendeva molta cura della madre», dicono i vicini e aggiungono pure che sabato mattina Manuel aveva una «faccia strana». Manuel nascondeva un cadavere in casa, quello di Luca Varani disteso sul letto con un coltello piantato nel cuore e la gola tagliata. Sabato mattina Luca era andato al funerale dello zio materno, lui e Marco avevano lasciato la casa al Collatino non sapendo bene come disfarsi del cadavere. Marco aveva detto che si sarebbe ucciso. I carabinieri di piazza Dante, di via In Selci e del Reparto operativo guidati dal colonnello Giuseppe Donnarumma lo hanno trovato in un albergo di piazza Bologna, intontito dai barbiturici.
 

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