Delitto Varani, per Foffo una perizia psichiatrica. I genitori di Luca: «Vogliamo l'ergastolo»

Venerdì 2 Febbraio 2018 di Adelaide Pierucci

La ricostruzione della mattanza al Collatino potrebbe essere riscritta. I gudici di appello hanno disposto una perizia per accertare se Manuel Foffo, condannato in primo grado a trent'anni con rito abbreviato, fosse capace di intendere e di volere al momento dell'omicidio di Luca Varani, compiuto a colpi di coltello e martello durante un festino di tre giorni a base di sesso e droga, organizzato insieme all'amico Marco Prato, il pierre dei vip, suicida all'apertura del processo. «E' stato un omicidio mostruoso, premeditato, e preceduto da un sequestro di persona», ha commentato il padre di Varani - erano più che lucidi. Tanto da attrarre mio figlio in una trappola - ha aggiunto - hanno organizzato quel festino per fare del male. Altri non sono caduti nel tranello, mio figlio, che era più ingenuo, sì. Nessun vizio di mente».

L'UDIENZA
L'incarico sarà conferito dalla I Corte di Assise d'Appello il 6 febbraio a un collegio peritale formato dal medico legale Antonio Oliva, dell'Università La Cattolica, dallo psichiatra Stefano Ferracuti de La Sapienza e dal neurologo Marco Molinari della Clinica Santa Lucia. La decisione, presa ieri in apertura della prima udienza del giudizio di secondo grado per Foffo, è stata subito contesta dai familiari di Luca Varani. Ieri Foffo è arrivato dal carcere sotto scorta, un cappotto lungo e testa bassa, non ha preso parola durante l'udienza a porte chiuse. Per lui ha parlato il difensore, l'avvocato Fabio Menichetti, che ha sollecitato la riapertura dell'istruttoria e in particolare ha richiesto la perizia sulla capacità di intendere e volere al momento del fatto: istanza accolta. «In primo grado l'accertamento inspiegabilmente non era stato disposto dal giudice per l'udienza preliminare - ha poi spiegato il penalista - e invece è assolutamente cruciale per comprendere l'eventuale movente e la sussistenza delle aggravanti contestate. In particolare, in quanto si tratta di un omicidio non premedito e caratterizzato con dolo d'impeto».

LA VICENDA
La capacità di Foffo era stata valutata dal gup Nicola Di Grazia che lo ha condannato in base alle risultanze investigative. Con una prima conclusione: l'abbuffata di cocaina, prima dell'omicidio era stata voluta da Foffo e non indotta da Prato. Uso, anzi l'abuso, come stile di vita. «Ciò che emerge nel caso di specie - aveva concluso il gup - è la determinazione di infliggere sofferenze alla vittima sino alla sua morte sostanzialmente per vedere l'effetto che avrebbe fatto. Prato - aveva poi specificato il giudice - stava perseguendo la sua ossessione di avere rapporti sessuali con soggetti che si qualificavano come etero, Foffo stava vivendo in modo fortemente conflittuale la sua omosessualità. Entrambi, dopo aver deliberatamente assunto in quantità smodate per tre giorni alcol e cocaina, hanno reso la vita di Varani un oggetto in balia dello sfogo di queste loro pulsioni». Ora la partita giudiziaria per Foffo è riaperta.
 

Ultimo aggiornamento: 23:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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