Il bambino della foto di Life? Lo abbiamo ritrovato: ha 68 anni e vive ancora a Roma

Martedì 4 Febbraio 2014 di Veronica Cursi
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Nel 1958 il suo sorriso fece il giro del mondo. Un sorriso che oggi mostra i segni del tempo e di un paese profondamente cambiato. Aveva dodici anni Angelino quando un pomeriggio di 56 anni fa dopo scuola, un giovane fotografo, Carlo Bavagnoli, lo immortalò mentre giocava sotto casa, a vicolo del Cipresso, una piccola stradina nel rione di Trastevere: un bambino in canottiera e bretelle che si divertiva spavaldo guardando la fotocamera.

Erano gli anni del miracolo economico italiano. E quel sorriso in bianco e nero diventò il simbolo della rinascita di un Paese.

LA FOTO

“Pure joy” (goia pura), fu intitolata quell'immagine che finì sulle pagine della famosa rivista americana Life. La stessa immagine che cinque giorni fa, dopo più di 50 anni, Life ha ripescato dal passato pubblicandola su Twitter e scatenando la curiosità del web. Chi è quel bambino? Chi è diventato oggi?

Avevamo chiesto l'aiuto della rete per ritrovarlo. E oggi, grazie ai social network e all’aiuto della pagina Facebook dedicata a Trastevere, creata da Walter Candiloro e Massimo Casavecchia, abbiamo dato un nome a quel bambino.

ANGELINO

Si chiama Angelo Romani, ha 68 anni, ed è uno degli ultimi trasteverini rimasti a Roma. Ancora oggi vive nel rione, in quella casa di vicolo del Cipresso, tante volte finita nelle foto in bianco e nero dove è nata e cresciuta tutta la sua famiglia. Facendo la spola con Palestrina per prendersi cura dei suoi genitori.

Primo di tre fratelli Angelino è nato a Trastevere nel 1946. La sua storia è anche la storia di una città e delle sue trasformazioni. La casa dove è cresciuto apparteneva a sua nonna che nel rione chiamavano ”Maria la carrettinara” «perché affittava i carrettini a ore». Lì, Angelino ha vissuto un’adolescenza «indimenticabile». I ricordi scorrono nelle sue parole: «Erano gli anni ’60, i miei genitori avevano un fioraio ai Parioli, in casa non c’erano mai ma noi ci divertivamo con poco. A Trastevere ci conoscevamo tutti, passavamo giornate intere a giocare sotto casa a battimuro o a campana».

Un pomeriggio, uno dei tanti nella Roma del dopoguerra, un giovane con la macchina fotografica immortalò quei momenti di vita. Nessuno avrebbe mai immaginato cosa quella foto avrebbe rappresentato. «Qualche settimana dopo - racconta Angelo - il giornalaio della zona mi chiamò, ”Angelino sei finito sui giornali”». Da quel giorno divenne una piccola celebrità nel rione.

LA FELICITA’

La foto di Life ancora oggi campeggia sui muri di casa con la didascalia di Trilussa «la felicità è una piccola cosa». Perché una volta si era veramente felici con poche cose. Oggi invece tutto è cambiato, è cambiata «Trastevere che da oasi felice è diventata terra di nessuno. E se 50 anni fa potevi dormire con le porte aperte ora dopo le 20, scatta il coprifuoco».

Quel sorriso però Angelino lo conserva ancora. E a tutti i bimbi che oggi crescono in un’Italia colpita da crisi e disoccupazione dice: «Non perdete mai la speranza, continuate a sorridere al futuro».

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Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio, 20:19

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