Lady Sanità, il fratello delle 42 denunce: ora il marchio se lo tenga

Lunedì 30 Giugno 2014 di Raffaella Troili
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Claudio Giorlandino
Da tre anni io e Maria Stella non ci vediamo e non ci sentiamo. Da quando mi ha portato via il marchio, ma sa che c’? Se lo tenga, va bene cos. Basta che serena. L’importante è che l’hanno trovata». Claudio Giorlandino deus ex machina di Artemisia, pardon Altamedica, cerca di volare alto rispetto alle beghe familiari che in questi giorni l’hanno tirato in ballo.



Professore, non era preoccupato?

«E’ già successo, nei momenti difficili mia sorella si allontana. Ora è tutto a posto, sono felicissimo».



Davvero gravi i motivi del vostro dissidio?

«Con un atto occulto, due mesi prima della divisione, lei ha portato via il marchio e l’ha passato al marito. Ora pensa che devo darle il 5 per cento del fatturato se voglio usarlo. Da lì sono scaturite un po’ di cause, io ho solo ricevuto denunce, niente di pesante, non esageriamo: non stiamo parlando di Sara Scazzi o Yara Gambirasio. Ma non voglio litigare più: fine della lite, il marchio non lo voglio più».



Divisi solo per il logo Artemisia? «Il marito si è portato via un po’ di milioni di euro ma questa è un’altra storia».



Sua sorella sembra molto provata dalle vostre battaglie. «Può darsi, è molto sensibile. Anche se tutta questa storia mi sembra un po’ costruita. Prima di sparire mi hanno fatto tre denunce penali per stalking, adducendo che la seguivo e che ho picchiato il marito. Poi è sparita tre giorni per dar forza alla cosa».



Non si è preoccupato? «Ripeto: sono felice che è tornata. La mia sorellina invece di dare retta a maghi, fattucchiere e cattivi consiglieri doveva venire dal fratello. Si aggiustava tutto. Per lei e per mio nipote ci sono sempre stato».



Che problemi ci sono? «Hanno bilanci terribili, guai finanziari, per non parlare della villa sull’Appia Antica sequestrata dall’Ente parco».



E le 42 denunce, sua sorella parla di stalking giudiziario? «Ma quali 42 denunce, la questione riguarda cause civili che hanno per oggetto la situazione patrimoniale e non ereditaria. Mi sono solo difeso per tutelare quanto sottratto in maniera scorretta, lei ha iniziato a fare di tutto, pensare che con me è diventata amministratrice».



Che intende? «Che Artemisia l’ho fatta io, mio padre era un onoratissimo tassista, con la quinta elementare. Ho creato tutto io. E la mia sorellina, architetto, non aveva né arte né parte. Prima l’ho inserita come segretaria, poi le ho trasferito un po’ di quote, perché io faccio il medico, non posso fare l’amministratore».



Poi che è successo? «Ho iniziato a vedere spese pazze, feste miliardarie. Le ho detto: sorellina, tengo famiglia, tre figli, separiamoci. E ci siamo divisi, ma lei si è opposta, da sola non ce l’avrebbe fatta. Il motore di Artemisia, anzi ora di Altamedica, sono io. Da qui è iniziato il crollo, i maghi, i riti, l’acqua santa. Ma la mia sorellina non avrebbe mai fatto una cosa del genere, è un angelo lei».



Soffriva per l’interruzione dei vostri rapporti. «Ho provato a cercarla in questi anni, ma ce l’ha con me perché le hanno detto che sono io la causa dei suoi mali. Si sbaglia, anzi sono la soluzione. Anche in questi giorni l’ho cercata ma il cellulare era staccato. L’importante è che stia bene, non le serbo rancore. Se Dio volesse, che si riavvicina un po’ a me...».


Ultimo aggiornamento: 07:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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