Adotta un sorriso, un gesto di solidarietà per i medici volontari in Iraq

Giovedì 26 Novembre 2015 di Cristina Montagnaro
Ridare il sorriso ai bambini. E’ questo l’obiettivo dell’ong Emergenza Sorrisi, che opera da anni in contesti di guerra come l’Iraq, il Kurdistan il Bangladesh e il Benin.

Sono da poco tornati dall’Iraq, dove hanno operato minori affetti da malformazioni facciali come la labiopalatoschisi e ferite di guerra e ustioni e malattie invalidanti. Più di 1000 sono i bambini operati In Iraq dal 2008.
Per tutte le feste natalizie prende il via la possibilità di fare un gesto di solidarietà, attraverso l’acquisto di biglietti natalizi si contribuisce a donare un sorriso, perché il ricavato sarà devoluto all’ong.

L’associazione è presieduta da Fabio Massimo Abenavoli, e opera da anni in contesti di guerra; 3200 bambini operati perché affetti da malformazioni del volto, ustioni, traumi di guerra e altre patologie invalidanti, 369 medici e infermieri volontari impegnati in numerose missioni chirurgiche in più di 20 paesi nel mondo.
Un’equipe formata da anestesisti, infermieri, medici e volontari è appena tornata da una missione chirurgica in Iraq, a Nassiriya: molti i bambini operati, affetti da gravi malformazioni al volto che hanno ripreso a sorridere e hanno riacquisto speranza nel futuro.

«L’Iraq è un paese meraviglioso dove operiamo ormai da 8 anni – ha detto Fabio Massimo Abenavoli, presidente di Emergenza Sorrisi- e migliaia di bambini hanno potuto ricevere cure mediche specialistiche. Questa è stata una missione particolare perché oltre ad operare i bambini affetti da ustioni gravi e malformazioni del volto, abbiamo reso omaggio ai nostri ragazzi caduti nel vile attentato del 12 Novembre 2013 durante una missione di pace. La missione è stata dedicata a loro e alle loro famiglie. Inoltre in occasione del Natale siamo davvero più felici pensando alle tante famiglie che finalmente vedono i loro figli sorridere».
La labiopalatoschisi è una patologia comunemente chiamata labbro leporino una deformità del palato che provoca l’impossibilità di alimentarsi; senza l’intervento medico morirebbero nei primi anni di vita.

“È collegata in parte a carenze anche nutrizionali della madre – carenze di acido folico – in parte a infezioni durante le prime settimane di gravidanza, una gravidanza che non è seguita come nei nostri contesti sociali: chiaramente è tutto collegato con la povertà” spiega Abenavoli.

Prossima missione umanitaria in Georgia dal 5 al 9 dicembre. Per chi volesse “Adottare un sorriso” e magari anche aiutarli può visitare il sito www.emergenzasorrisi.it. Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 17:24

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