ROMA

Roma, «Non è vero ma ci credo»: tra amuleti e cornetti rossi, l'89% dei romani è superstizioso

Mercoledì 21 Marzo 2018
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Cornetti rossi e amuleti: chi può si difedende così, perché - pur essendo un vecchio adagio - il "Non è vero ma ci credo" va ancora di moda e Roma è la quarta città italiana per la percentuale di superstiziosi. Di coloro cioè che per aggraziarsi la buona sorte, fanno ricorso agli amulati o a riti particolari: dal fare attenzione a come passarsi il sale a tavola, ad esempio, fino al non attraversare la strada dopo un gatto nero. A rivelarlo, è un sondaggio realizzato dalla "Sport trading academy" secondo cui se - su scala nazionale - il 76% degli italiani è superstizioso, le prime città con la percentuale più alta sono Napoli (97%), Milano (92%), Bari (90%) e Roma per l'appunto (89%). 

L'indagine ha rivelato poi che a essere più superstiziosi sono gli sportivi, come i grandi calciatori con i loro precisi rituali prima di scendere in campo. «Cristiano Ronaldo, ad esempio, era solito indossare prima lo scarpino destro e poi il sinistro, mentre Gennaro Gattuso, durante il Mondiale vinto dall'Italia nel 2006, prima di ogni partita prendeva un libro di Fëdor Dostoevskij, si sedeva sul water degli spogliatoi e ne leggeva alcune pagine» ricorda Giorgio Mottironi, fondatore e responsabile strategia della "Sport trading academy".

Quali sono, infine, i portafortuna preferiti dagli italiani? Il cornetto rosso si colloca al primo posto con il 20% delle preferenze, seguito dai riti scaramantici come ad esempio incrociare le dita oppure rispettare una determinata routine con il 19% e dal ferro di cavallo con il 17%.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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