Il prefetto e la lettera per la coop di Buzzi: «Quei documenti spediti a tutti i Comuni»

Martedì 23 Dicembre 2014 di Cristiana Mangani
Verrà probabilmente risentito in Commissione antimafia il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. La notizia secondo la quale il capo della prefettura avrebbe dato il via libera alla cooperativa guidata da Salvatore Buzzi, contrasterebbe con quanto da lui detto l'11 dicembre scorso davanti ai componenti della Commissione parlamentare. Da qui le dichiarazioni del deputato Pd Davide Mattiello, che dell'Antimafia è un componente: «Credo sia opportuno - ha affermato - che il prefetto torni a chiarire».



LA REAZIONE

Pecoraro, dal canto suo, non ci sta proprio a sentirsi accusato. E ieri ha replicato in una conferenza stampa: «Io a Buzzi dissi no. Voglio difendere l'operato dell'ufficio immigrazione della prefettura che ha fatto un lavoro improbo». Lettere come quella che gli viene contestata - dichiara il prefetto - sono state inviate a tutti i sindaci e a tutti gli enti con posti disponibili o del consiglio territoriale per l'immigrazione, tra cui compare anche la 29 giugno». A tale proposito, ha mostrato i documenti (foto qui accanto) che certificherebbero l'invio delle lettere: cinque missive partite dalla prefettura protocollate ai sindaci e alle questure di Guidonia, Ciampino, Rocca Priora, Anguillara e Castelnuovo di Porto, in cui si porta a conoscenza delle amministrazioni comunali della disponibilità di alcune associazioni a ospitare gli immigrati e a verificare se ci siano motivi ostativi. E qualche giorno dopo inviate anche ai comuni di Monterotondo, Pomezia, Nettuno, Fiano Romano e altri, con le stesse richieste.

«In questo modo si mette a conoscenza i sindaci delle offerte delle società - spiega ancora il capo della prefettura - e si chiede di effettuare controlli per verificare che non vi siano motivi ostativi. Solo alla fine della fase istruttoria sono state scelte le 20 strutture per ospitare gli immigrati». Tra queste è stata scartata quella di Castelnuovo di Porto per «eccessiva concentrazione», come si legge nei documenti ufficiali. La 29 giugno ottenne, comunque, la gestione dei centri di Anguillara e Ciampino.

La lettera “contestata” porta la data del 18 marzo 2014, ed è stata protocollata in uscita il 19. Nello stesso giorno, Salvatore Buzzi aveva incontrato Pecoraro, secondo quanto è evidenziato nelle carte dell'inchiesta. «Non sapevo chi fosse - chiarisce ancora il prefetto - l'ho incontrato per rispetto della persona che me lo ha presentato: Gianni Letta. E dopo l'incontro, in cui ho detto no all'incremento dei migranti a Castelnuovo di Porto, non ho più ricevuto richieste in tal senso dalla cooperativa Eriches». Sempre Pecoraro, comunque, dopo la bocciatura che la 29 giugno aveva avuto dal Tar, su decisione del giudice Linda Sandulli, aveva presentato un esposto alla procura della Repubblica contro di lei. Il particolare risulta dagli atti del Consiglio di presidenza del Csm amministrativo che aveva aperto un procedimento disciplinare sulla condotta del giudice: il marito della donna era interessato alla stessa gara d'appalto con un'altra cooperativa avversaria di quella di Buzzi.

Ultimo aggiornamento: 10:27

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