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Guidonia, corruzione e peculato: 15 arresti, in manette l'ex vice sindaco

Guidonia, corruzione e peculato: 15 arresti, in manette l'ex vice sindaco
di Adelaide Pierucci
3 Minuti di Lettura
Giovedì 20 Aprile 2017, 08:34 - Ultimo aggiornamento: 12:50

C'è anche l'ex vice sindaco Andrea De Palma, Ncd, tra gli arrestati nell'ambito dell'operazione «Ragnatela» che ha portato alla luce un'organizzazione criminale radicata nel Comune di Guidonia Montecelio, dedita stabilmente e da lungo tempo, alla perpetrazione di reati contro la pubblica amministrazione. I reati contestati, a seconda delle singole posizioni, sono l'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, al peculato e alla falsità ideologica. Quindici le persone arrestate (12 in carcere e 3 ai domiciliari). Ad operare la guardia di finanza, il I e II Gruppo, nonché il nucleo di Polizia tributaria.

Di Palma, 46 anni, dal 2014 sindaco facente funzioni dopo l'arresto dell'allora primo cittadino Eligio Rubeis (arrestato per un altro filone di inchiesta e ora sottoposto al divieto di entrare a Guidonia). Di Palma è accusato di aver intascato da due imprenditori 50 mila euro in contanti nell'autunno del 2016 e poi sequestrati in un controllo che la Finanza ha finto casuale. Di Palma avrebbe intascato i 50 mila euro (prima tranche) per garantire l'assegnazione diretta di un appalto da tre milioni di euro per il trasporto pubblico e scuolabus.

Quasi tutte le aree di competenza del comune di Guidonia sono risultate coinvolte nei reati contestati. Dai lavori pubblici all'urbanistica fino a trasporto pubblico locale (un appalto da tre milioni e' stato oggetto di approfondimento. 
Attraverso pedinamenti e intercettazioni anche ambientali gli investigatori sono riusciti a documentare quattro scambi di mazzette fra pubblici ufficiali e imprenditori. In un caso venivano sorpresi presso il parcheggio di un centro commerciale un dirigente comunale nell'atto di ricevere 3.700 euro in banconote. In un'altra occasione presso un bar lo stesso dirigente è un consigliere comunale ricevevano da un imprenditore del travertino 14 mila euro.

Dalle prime ore del mattino oltre 160 finanzieri del comando provinciale Roma stanno eseguendo le ordinanze di custodia. Decine le perquisizioni.

I dettagli dell'operazione sono stati chiariti dalla Procura della Repubblica di Tivoli, che ha convocato una conferenza stampa alla presenza del procuratore capo Francesco Menditto. «Un'organizzazione criminale si è insediata all'interno del Comune di Guidonia Montecelio e, profittando della copertura offerta da ruoli amministrativi e politici di rilievo, ha depredato le risorse pubbliche e la fiducia dei cittadini, in un clima di connivenza e di omertà che ha offerto protezione ed impunità per anni ai partecipi del gruppo - si legge nell'ordinanza - Una "mafia bianca" ha espugnato le istituzioni ergendosi a soggetto regolatore della vita pubblica ed economica di uno dei più importanti comuni della regione Lazio. Probabilmente è questa la linea di demarcazione più netta e significativa che l'Accusa ha inteso tracciare, nella propria richiesta di applicazione di misura coercitiva, tra la (purtroppo consueta) consumazione di reati da parte dei colletti bianchì e la costituzione di una mafia bianca che si struttura come gruppo criminale e che, mutuando le regole delle associazioni criminali, agisce con la disinvoltura e la protervia che solo i sodalizi mafiosi sanno praticare».

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