A Roma la “Giornata in memoria vittime della strada”: c'è la mamma di Elena Aubry

Domenica 18 Novembre 2018 di Jacopo Belviso

Nella Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada all’elenco si aggiunge una nuova tragedia. Questa volta a Roma, più precisamente all’Anagnina, dove è morto investito un giovane turista tedesco di 29 anni. La manifestazione non vuole essere solo un momento di ricordo e riflessione dedicato ai tanti italiani che perdono la vita per incidenti stradali: sono stati 3.378 nei quasi 175mila sinistri registrati nello scorso anno.
 

 

Puntare i riflettori su questo tema serve per attirare l’attenzione sulle cause che provocano questa strage e accelerare i processi decisionali che possono aiutare a ridurne l’impatto. I numeri, così come sottolineato dal presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, parlano da soli: ogni giorno 9 persone muoiono sulle strade del nostro Paese e complessivamente nel 2017 ci sono stati 246.750 feriti. Dopo una riduzione nel 2016, secondo l’Istat lo scorso anno il numero dei morti è tornato a crescere del 2,9% con 95 vittime in più. Ed è sconvolgente il fatto che i sinistri che si verificano sulle strade siano la prima causa di morte per i giovani sotto ai 30 anni, 668 lo scorso anno. 

Nella Capitale l’appuntamento è stato a Piazza del Popolo, tanti ragazzi e parenti che hanno vissuto sulla propria pelle la tragedia di perdere un proprio caro. Così come Graziella Viviano, mamma di Elena Aubry, morta nel maggio scorso sulla via Ostiense. La donna con tante iniziative, ogni giorno cerca di sensibilizzare l’Amministrazione su questo tema, anche con l’utilizzo di vernice spray per segnalare le buche che tappezzano le strade della Capitale. E sulla scelta del “blocco del traffico” in una giornata così importante, non ci sta: «Spero sia stata una disattenzione. Le somme le tireranno gli altri». 

«La mobilità è una componente della vita di tutti noi - ha dichiarato Sticchi Damiani - ma non può esigere un così alto tributo morale, sociale ed economico (i costi sociali ogni anno superano i 19 miliardi di euro). Soprattutto adesso, che le nuove tecnologie rendono le nostre auto così sicure da riuscire a scongiurare buona parte degli incidenti e a ridurre sensibilmente gli effetti di quelli che non si riescono ad evitare». Tra gli attori di questo impegno per migliorare la situazione sulle nostre strade un ruolo primario è da sempre affidato alla Polizia Stradale, che ricorda l’importanza del rispetto delle norme del Codice della Strada e in particolare nel rispetto scrupoloso dei limiti di velocità. 

È soprattutto indispensabile - sottolinea la Polizia Stradale - evitare ogni forma di distrazione legata soprattutto all’utilizzo di smartphone o cellulari mentre si è alla guida. Sono condotte che troppo spesso vengono archiviate come di poco conto. In realtà costituiscono un grave rischio per se stessi e per gli altri. «Le statistiche ci dicono che il 90% degli incidenti sono imputabili all’uomo - sottolinea il presidente dell’Aci - disattenzione, uso improprio del cellulare, mancato rispetto delle norme e della segnaletica, velocità non adeguata sono cause che vanno debellate accrescendo il senso di responsabilità e migliorando le capacità di guida di tutti gli utenti della strada». Per prevenire l’incidentalità giovanile ed educare alla sicurezza stradale da ormai da 19 anni la Polizia è impegnata nel Progetto Icaro, la campagna di educazione stradale che ha raggiunto 200mila studenti delle scuole di ogni ordine e grado. 

Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 19:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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