Flaminio, ventenne suicida per amore, il biglietto ai genitori: «Vi voglio bene»

Flaminio, ventenne suicida per amore, il biglietto ai genitori: «Vi voglio bene»
di Marco De Risi
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Giovedì 22 Ottobre 2015, 03:43 - Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 10:54

Si è tolto la vita per una delusione d'amore. Mario (il nome è di fantasia)aveva 20 anni e si è impiccato alla maniglia della finestra della sua stanza. Sulla scrivania ha lasciato un biglietto per i genitori, poche parole: «Vi voglio bene». Gli amici hanno raccontato alla polizia che il ragazzo negli ultimi tempi era diventato triste e silenzioso perché la sua ragazza lo aveva lasciato «ma - hanno detto - nessuno di noi poteva immaginare che soffrisse così tanto».

Eppure Mario aveva così tanto dolore dentro di sé da non riuscire più a sopportarlo. Ieri, secondo le testimonianze raccolte dagli agenti del commissariato Flaminio Nuovo, il giovane è rimasto per ore chiuso nella sua camera. Nessuno si è insospettito, perché era successo altre volte che si chiudesse in camera sua per studiare. Mario aveva una vita apparentemente perfetta, bravo negli studi, gentile con tutti, in famiglia non c'erano mai stati problemi, e gli amici gli volevano un gran bene. Chi lo conosceva lo ha descritto ai poliziotti come un ragazzo molto sensibile. Si era anche fidanzato, ed era innamoratissimo della ragazza con cui probabilmente sognava di passare l'intera vita insieme. Poi il sogno è finito, e Mario non si è rassegnato. Avrà probabilmente cercato di riprendere il sogno d'amore interrotto, e quando ha capito che ormai non c'era più niente da fare ha pensato alla morte come a una liberazione. «Nessuno può sapere cosa passa davvero nella mente di una persona che decide di suicidarsi», dice un investigatore.

«Abbiamo sentito le urla disperate del padre - dicono i vicini - questa è una vera tragedia». A trovarlo è stato ieri pomeriggio il padre, l'uomo era entrato in camera del figlio e lo ha visto disteso sul pavimento, si era impiccato legando una corda alla maniglia della finestra.

L'ALTRO DRAMMA

Ieri mattina, alla Romanina, un operaio di 46 anni ha scelto di Morire perché aveva perso il lavoro. Si è impiccato come Mario. Il corpo dell'uomo appeso al lampadario della cucina è stato trovato dalla moglie.

La donna disperata ha cercato di liberarlo dal cappio, ma era troppo tardi. «Lo ha fatto perché non aveva più soldi, non riusciva a pagare nemmeno le bollette - dice la moglie in lacrime alla polizia - era depresso per avere perso il lavoro - in casa non entravano più soldi, mio marito ha fatto di tutto per trovare un nuovo lavoro, ma di questi tempi è impossibile. Con lui sono morta anche io».