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Fiumicino, presa la banda degli oleodotti: fecero esplodere quello di Pantano per un furto

Presa la banda degli oleodotti: fecero esplodere quello di Pantano per un furto
di Mirko Polisano
3 Minuti di Lettura
Sabato 15 Dicembre 2018, 10:54 - Ultimo aggiornamento: 16:45

Sgominata la banda degli oleodotti, la gang che ha quasi seminato il terrore tra Roma e Fiumicino andando a rubare il carburante per gli aerei dagli impianti dislocati tra la Capitale e il litorale. In un'occasione, nella notte tra l'1 e il 2 dicembre, durante un tentativo di furto, esplose l'oleodotto di Pantano, a ridosso della A12 Roma-Civitavecchia in zona Maccarese.

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Nel tentativo di forzare la tubazione i ladri avevano commesso qualche errore facendo scoppiare un incendio che ha lambito l'autostrada. Per domare le fiamme pompieri, tecnici e Anas hanno dovuto chiudere una tratta della A12 al traffico.
 

 


I FATTI
I carabinieri del Gruppo Ostia, agli ordini del colonnello Pasqualino Toscani, hanno arrestato l'organizzazione specializzata nel furto di cherosene. In manette sono finite cinque persone, tutte di nazionalità romena. Dopo una serie di appostamenti e pedinamenti, i militari sono entrati in azione cogliendo la banda in flagranza di reato. Gli uomini del 112 li hanno colti con le mani nel sacco: i carabinieri hanno atteso, fino a notte fonda, che i ladri giungessero al cancello d'ingresso dell'oleodotto Lago di Traiano, tra la fermata del Leonardo Express e la Roma-Fiumicino. Due dei cinque erano in un'auto e facevano da «palo», gli altri a bordo di un camion hanno raggiunto l'impianto per iniziare il prelievo del carburante attraverso una pompa di sollevamento. Nel furgone erano pronte sei taniche capaci di contenere mille litri di «jet-fluel» e altre 20 taniche da 20 litri. Asportata oltre una tonnellata e mezzo di carburante.

LA CORSA
Nell'entrare in azione, i militari hanno bloccato i due pali e si sono portati nei pressi dell'oleodotto per individuare gli altri complici che nel frattempo si erano dati a una fuga rocambolesca a bordo di un taxi, lasciando il materiale sul posto. I carabinieri hanno seguito il tassista e hanno bloccato i tre al loro arrivo a destinazione. I malviventi si erano fatti accompagnare in una località fuori Roma, a Pavona. Subito dopo aver saldato il conto, però, sono arrivati i carabinieri del Gruppo Ostia che hanno fatto scattare le manette ai polsi dei tre. L'accusa, per tutti e cinque, è di furto aggravato.

I LEGAMI
I militari, che continuano a indagare sul caso, non escludono che i cinque possano essere responsabili anche del furto e della conseguente esplosione dell'oleodotto di Pantano. Così come si ipotizza che i banditi possano far parte di un'organizzazione più articolata che agisce sul litorale per conto di altri: i furti di carburante sono molto remunerativi e per questo organizzazioni criminali ben strutturate possono assoldare manovalanza straniera per portare a segno i colpi. I carabinieri di Ostia, presi gli esecutori, ora puntano a risalire ai mandanti che commissionano questo tipo di furti.
 

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