Roma, palpeggia paziente durante la fisioterapia: medico a giudizio

Giovedì 27 Settembre 2018 di Adelaide Pierucci
Il massaggio da curativo si era trasformato in erotico. Con carezze sempre più inopportune. Ha dovuto affrontare un incubo la paziente di un centro medico di Casal Palocco che nell'estate dello scorso anno, durante una seduta decontratturante per la schiena, si è ritrovata in intimità non volute col proprio fisioterapista. La vittima, una ventottenne, però, non si è persa d'animo, è saltata giù dal lettino ed è andata direttamente a denunciare il suo molestatore. Lo specialista, trentacinque anni, fino ad allora ritenuto irreprensibile, ora rischia di finire a processo con l'accusa di violenza sessuale. A inchiodarlo la crema usata per massaggiare la paziente. Da tamponi prelevati lo stesso giorno è emerso che tracce significative di Lenicream, la pomata usata dal fisioterapista, erano state trovate anche sotto gli slip della donna. Vista la delicatezza dell'accusa, il pm Francesca Passaniti che ora ha chiesto il rinvio a giudizio dello specialista, aveva dato incarico per gli accertamenti il Ris dei carabinieri di Roma, sezione chimica.

GLI ACCERTAMENTI
«Sul campione biologico prelevato in zona vulvare superiore - era stata la conclusione degli esperti dell'Arma - è stata rilevata la presenza di sostanze riconducibile a quanto contenuto nel flacone di Lenicream Sh repertato nello studio medico». Eppure il fisioterapista ha respinto comunque le accuse. «La persona offesa ha inventato tutto», ha spiegato al magistrato il camice bianco, «non era la prima volta che incontravo la paziente e la terapia è sempre stata corretta e rispettosa». Il pm nel capo di accusa ha però contestato tutt'altro. «L'imputato - ha sottolineato il magistrato a conclusione dell'indagine - approfittando della terapia che stava eseguendo in favore della cliente la costringeva subdolamente, e senza accertarsi del suo consenso, a subire atti sessuali». Tanto che il reato è stato considerato aggravato per essere stato commesso «con abuso della propria prestazione d'opera». I fatti risalgono al 24 giugno del 2017. La giovane ha un forte mal di schiena. Immobile sul lettino, percepisce immediatamente che le carezze e persino uno strusciamento del terapista non sono consoni. Si precipita dai carabinieri e denuncia, poi va in ospedale dove viene sottoposta a dei tamponi. Alla fine viene indirizzata allo Sportello Rosa interno al nosocomio, che si occupa di assistere le donne vittime di abusi. La giovane donna spera ora di ottenere giustizia. «E' impossibile non potersi fidare nemmeno di uno specialista medico», ha lamentato.

IL PRECEDENTE
Qualche giorno fa, a piazzale Clodio, uno psichiatra è stato condannato a tre anni di carcere per il palpeggiamento fulmineo di una paziente. «Non so che farei per darti un bacio», l'avrebbe avvertita. L'abbraccio era arrivato alle spalle, all'improvviso e si è soffermato all'altezza del seno. La vittima, una cinquantenne in piena depressione, per un lutto recente; il molestatore, uno psichiatra di grido, noto anche in ambito universitario che ha avuto come pena accessoria la sospensione dalla professione per lo stesso periodo della condanna, tre anni.
  Ultimo aggiornamento: 09:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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